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Tumore della trachea: stent in nitilon per tornare a respirare

Il dott. Gaetano Napoli, direttore dell’unità operativa di chirurgia toracica dell’Istituto dei tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, ha eseguito un intervento in broncoscopia operativa rigida su un paziente di 70 anni, fumatore, con sindrome asfittica da stenosi oncologica. 

La manovra salvavita palliativa ha permesso per prima cosa di disostruire con il laser la trachea e i bronchi e poi di impiantare uno stent a Y, in lega di nichel e titanio, completamente ricoperto. Il nitilon è un materiale biocompatibile, superelastico, con memoria di forma. L’applicazione di questo stent impedirà alla trachea di ostruirsi nuovamente, conservando nel tempo il risultato conseguito. Ogni anno, in questo Istituto, sono eseguiti non più di 20 interventi di questo genere. 

Il paziente, in buone condizioni generali, tornerà a casa dopo un giorno di degenza e, a breve, potrà cominciare il trattamento radio-chemioterapico per il tumore alla trachea e ai bronchi principali. 

Nel 2023, l’unità operativa di chirurgia toracica ha eseguito oltre 500 procedure chirurgiche, di cui oltre 300 sono state ad alta complessità. L’indice chirurgico, il rapporto tra il numero dei ricoveri e degli interventi, è pari all’87%, mentre il case-mix che esprime la complessità media dell’intervento è molto alto ed è pari a 1,97. La degenza media dei pazienti, invece, è stata di appena 4,2 giorni.

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