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Delirio post-operatorio: individuati i fattori di rischio

Il delirio post-operatorio si presenta con una frequenza compresa tra il 3% e il 45% dei pazienti sottoposti ad anestesia generale o locale per un intervento.

Si associa solitamente a un peggioramento del decorso clinico con un incremento della durata della degenza e delle complicanze cardio-respiratorie durante il ricovero, ma anche del rischio di disfunzione cognitiva e di mortalità nei 12 mesi successivi all’intervento chirurgico.

Il Dipartimento di Scienze cliniche internistiche, anestesiologiche e cardiovascolari della Sapienza e il Dipartimento di Emergenza urgenza e accettazione, aree critiche e trauma, anestesia e rianimazione del Policlinico Umberto I, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata e l’Università di Firenze, hanno condotto una ricerca sistematica delle evidenze cliniche relative ai fattori di rischio del delirio post-operatorio pubblicate sulle riviste scientifiche indicizzate.

I ricercatori hanno identificato in maniera quantitativa quali sono i fattori che si associano a un incremento del rischio di sviluppare questa grave complicanza. I risultati dell’articolo di revisione sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista “British Journal of Anesthesiology” e saranno utilizzati per le nuove linee guida della European Society of Anaesthesiology and Intensive Care.

La lista dei fattori di rischio è stata strutturata in tre fasi, in base al momento in cui possono essere riconosciuti e registrati: rischi pre-operatori, intra-operatori e post-operatori. La meta-analisi ha rivelato che sono l’età avanzata, la presenza di comorbidità e la funzione cognitiva pre-operatoria ad avere una maggiore rilevanza nello sviluppo del delirio post-operatorio.

“L’applicazione di uno screening basato sulle indicazioni presentate in questo studio permetterà – spiegano Lior Mevorach e Ali Forookhi del Dipartimento di Scienze cliniche internistiche, anestesiologiche e cardiovascolari della Sapienza e del Dipartimento di Emergenza urgenza e accettazione, aree critiche e trauma, anestesia e rianimazione del Policlinico Umberto I – al personale medico ed infermieristico coinvolto nella gestione perioperatoria di identificare la presenza di pazienti ad alto rischio e di mettere in atto iniziative terapeutiche efficaci nel neutralizzare l’eccesso di rischio”.
“L’auspicio – conclude Lior Mevorach, primo autore dell’articolo di revisione – è che l’innovativa metodologia del nostro lavoro e le evidenze che abbiamo riscontrato possano contribuire a definire nuovi standard nella qualità della gestione clinica dei pazienti”.

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