Un progetto per la cura dell’Alzheimer in Basilicata

Nel mondo gli anziani sono in aumento ed anche in Italia, la maggiore incidenza è in Liguria la minore in Campania. In Europa la maggiore percentuale si trova in Italia con il 6% e la minore in Slovacchia con il 2%

La percentuale di anziani vittime della malattia di Alzheimer, che esordisce con problemi di memoria e disorientamento temporale e spaziale, è minore nelle nazioni poco sviluppate, maggiore in quelle più sviluppate. Nel mondo, nel 2015, è stato stimato che ci sono 46,8 milioni di persone affette da questa malattia, in Italia 1.200mila, cifra destinata a raddoppiare ogni 20 anni. La situazione nelle regioni italiane presenta circa 1.000.000 di persone con Alzheimer e 900.000 con disturbi cognitivi- mild cognitive impairment. La mortalità per demenza varia da 48,5% della valle d’Aosta al 24,7 nella Calabria

In Basilicata, con 120.000 anziani ultra 65enni, viene riscontrata, nel 2021, la demenza in oltre 10.000 unità di soggetti ed in almeno 6.000 l’Alzheimer, il cui peso è destinato ad aumentare nei prossimi decenni.

Lo studio delle funzioni cognitive, il comportamento, i segni preclinici anomali manifestati possono essere individuati e precocemente curati negli over 65 anni. Oltre ai centri per la cura dei disturbi cognitivi e le demenze andrebbero aggiunti sul territorio una serie di centri diurni integrati con strutture residenziali per soggetti non autosufficienti, nonché la attivazione di cure domiciliari, in supporto alle famiglie, perché non si sentano isolate nel percorso di cura.

Numerosi sono gli studi approfonditi realizzati in Italia e nel mondo, anche con l’impiego di tecnologie non invasive, che monitorano l’andamento del disturbo fin dal suo primo manifestarsi. La Basilicata potrebbe diventare una delle prime regioni dove studiare questa malattia molto devastante.

Si propone, con l’intervento del CENTRO STUDI SULLA POPOLAZIONE TORRE MOLFESE e del CENTRO REGIONALE LUCANO DELL’ACCADEMIA DI STORIA DELL’ARTE SANITARIA, di realizzare, con l’aiuto della REGIONE BASILICATA, ed anche eventualmente della Comunità Europea, un centro studi per la malattia e l’adozione delle nuove tecnologie.

Siamo fiduciosi che le autorità preposte possano prendere in considerazione questa proposta che verrebbe realizzata presso il POLIAMBULATORIO di S. Arcangelo ASP BASILICATA.

(Prof. Dott. Antonio Molfese)

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