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Un nuovo Mammografo e un nuovo ecografo al Centro Senologico del San Donato di Arezzo

Sono stati inauguratimammografo ed ecografo di ultima generazione donati dal Calcit al Centro Senologico del San Donato di Arezzo per un valore di 370.000 euro.
“Nell’Aretino vengono diagnosticati circa 300 casi all’anno di tumore al seno – ha spiegato Giovanni Angiolucci, direttore del Centro Senologico- Lo screening è uno strumento efficace per individuare il tumore nella fase iniziale e avere più possibilità terapeutiche. La sopravvivenza dopo la diagnosi è uno dei principali indicatori che permette di valutare l’efficacia del sistema sanitario nei confronti della patologia tumorale. In circa 10 anni, i dati italiani di sopravvivenza relativa a 5 anni, hanno visto un incremento dal 78 all’87%”.
Il carcinoma della mammella è la neoplasia maligna più frequente nelle donne ed è responsabile del 14,3% delle morti per cancro nel sesso femminile. Mediamente, il rischio di ammalarsi nel corso della vita è oggi del 13%: circa una donna su 45 si ammala entro i 50 anni, una su 19 tra i 50 e i 69 anni e una su 23 tra i 70 e gli 84 anni.
Grazie all’esame mammografico, la mortalità per tumore mammario può essere ridotta del 30% e aumentano le opzioni terapeutiche. Negli ultimi anni, sono emerse tecniche che, se aggiunte alla mammografia, sembrano in grado di superare alcuni limiti della mammografia stessa: tra queste la mammografia con mezzo di contrasto e la tomosintesi. Il nuovo mammografo donato dal Calcit è in grado di effettuare entrambi gli esami.
La tomosintesi, come la mammografia, è un esame radiologico che usa raggi X e viene fatto esattamente nello stesso modo. Rispetto alla mammografia digitale attualmente utilizzata nello screening, che fornisce un’immagine su due piani della ghiandola mammaria, questo esame permette di visualizzare la mammella su 3 piani. La possibilità di avere immagini bidimensionali e tridimensionali rende più facile vedere alcuni tipi di lesioni di difficile visione alla sola mammografia a causa della sovrapposizione del tessuto ghiandolare. In altre parole, la combinazione dei due esami sembra aumentare la possibilità di fare diagnosi, di vedere cioè sempre più lesioni. Sembra inoltre che la tomosintesi sia in grado di ridurre i cosiddetti artefatti, cioè immagini che, sempre a causa della sovrapposizione dei tessuti, sembrano sospette e invece non lo sono.
Il mammografo, oltre ad essere in grado di eseguire la mammografia con mezzo di contrasto, mammografia tridimensionale e biopsia tridimensionale, è dotato di accessori software e hardware che facilitano il confort dell’esame e migliorano la capacità di effettuare diagnosi di tumori di piccole dimensioni. Questo porta a una riduzione del numero di donne richiamate per esami dubbi, migliora il bilancio spaziale delle lesioni per programmare correttamente l’intervento chirurgico, ed essendo più veloce riduce il periodo di compressione durante la mammografia.
L’ecografo ha un display di 22’ pollici ad alta definizione con migliore risoluzione di contrasto e quindi una diagnosi più precisa. Il software analizza le lesioni e con una gestione automatica o semiautomatica dell’esame riconosce e misura il tumore. Ha doppi sensori per un rapidissimo rilevamento spaziale ad alta risoluzione e focalizzazione. Consente infine esami di fusione con la Risonanza Magnetica e la possibilità di effettuare esami con mezzo di contrasto per rilevare lesioni dubbie. Infine permette la ricognizione dei flussi sanguigni all’interno delle lesioni.

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