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Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, martedì 8 giugno, a Rovigo, accompagnato dal Direttore Generale dell’Ulss 5 Polesana, Patrizia Simionato, ha simbolicamente inaugurato la nuova fase della sanità veneta post Covid, tagliando il nastro di un nuovo acceleratore lineare e di una avanzata sala operatoria ibrida con Angiografo digitale.

“La nuova era si apre in questi mesi – dice il Presidente Zaia – spinta dalla cupa esperienza della pandemia, che ha paradossalmente accelerato innovazione, tecnologia e centralità del paziente. In Veneto abbiamo una importante  organizzazione sanitaria, forte di 54.000 dipendenti, 80 milioni di prestazioni e 2 milioni di pazienti seguiti ogni anno. Ringrazio il Direttore Generale Patrizia Simionato, che nel solco delle opere realizzate dalla precedente amministrazione, porterà avanti un articolato piano di investimenti per il Polesine e suo il sistema Socio Sanitario, un piano di ampio respiro e di notevole sviluppo su tutti i fronti, sia ospedaliero che territoriale. Il Polesine è al centro di virtuosi progetti e di una profonda e sostanziale crescita: oggi inauguriamo attrezzature per circa 5 milioni di euro”.

Il Presidente Luca Zaia e il Direttore Generale Patrizia Simionato hanno insieme ringraziato “Tutti i collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione di queste nuove opere, la Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo per la sua immancabile generosità verso il mondo sanitario e della ricerca scientifica, la partecipazione affettuosa del Vescovo, Monsignor Antonio Pavanello, oggi accanto a noi insieme al Sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo”.

Sono due le apparecchiature inaugurate stamane: la prima è un acceleratore lineare di ultima generazione ad alta precisione, che permette la riduzione dei tempi di seduta per la radioterapia oncologica, più precisione e maggiore schermatura della parte trattata, per una spesa totale di 3.191.460 euro.

La seconda attrezzatura è una moderna sala operatoria ibrida, dotata di angiografo per interventi prevalentemente neurochirurgici e di chirurgia vascolare. La sala ibrida è un modello strutturale e organizzativo altamente innovativo, che coniuga le dotazioni tipiche di una sala operatoria con quelle diagnostiche e radiologiche avanzate, consentendo di eseguire procedure chirurgiche più sofisticate e meno invasive, con il contemporaneo sostegno delle immagini diagnostiche e angiografiche, per un investimento totale di 1.929.385 euro.

“L’inaugurazione di oggi, sia un segno di crescita nella centralità dei pazienti e un simbolo di ripresa e rinascita, verso un nuovo cammino dopo mesi così dolorosi e cupi – afferma il Direttore Generale Patrizia Simionato – emergono in questi giorni segnali importanti che incoraggiano una speranza concreta che va rafforzata. Il semplice ma suggestivo rituale taglio del nastro, per le nuove apparecchiature, vuole rappresentare una spinta verso la ricostruzione e la ripartenza”. 

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