Nuova speranza per gli oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo che soffrono di epilessia. Una ricerca dell’équipe del professor Michele Simonato dell’Università di Ferrara dimostra, a livello preclinico, come l’utilizzo di un dispositivo biologico di ultimissima generazione sia in grado di eliminare più del 90% delle crisi epilettiche nell’arco di 3 mesi.
Impiantato direttamente nell’ippocampo, l’area del cervello colpita dalla malattia, il dispositivo agisce rilasciando una molecola capace di ripristinare l’attività fisiologica delle cellule malate: “Il sistema che abbiamo messo a punto rilascia in maniera costante il fattore GDNF, ripristinando la normale attività elettrica del tessuto nervoso e correggendo in parte il danno prodotto dalle crisi” chiarisce Simonato.
I risultati sui modelli sperimentali lasciano davvero ben sperare: “Oltre ad una rapida e progressiva riduzione delle crisi epilettiche lo strumento riduce significativamente anche i sintomi legati allo stress e migliora di molto le capacità cognitive” aggiunge l’autrice Giovanna Paolone.
“Il trattamento è in grado di correggere anche le alterazioni istologiche cerebrali che sono associate all’epilessia. Tutto questo ci fa sperare che l’approccio possa dare ottimi risultati clinici nel bloccare le crisi e fermare la progressione della malattia”, conclude Simonato.
Lo studio, appena pubblicato sul “Journal of Neuroscience”, organo ufficiale della più importante società scientifica di neuroscienze, è stato svolto in collaborazione con il laboratorio LTTA del Tecnopolo di Ferrara, l’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, l’Università di Lund e la biotec Therapeutic nell’ambito del progetto europeo EpiXchange, coordinato dal Prof. Simonato.
L’epilessia colpisce oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo, più delle persone con sclerosi multipla, Parkinson, paralisi cerebrale e distrofia muscolare insieme. Sono 700 milioni le persone che presentano una crisi epilettica nell’arco della propria vita, 10.000 i nuovi casi di epilessia ogni giorno e più di 60.000 ogni anno le morti improvvise causate da epilessia. Un terzo dei pazienti non risponde alle terapie oggi esistenti.


