Il biotech cerca investimenti su CrowdFundMe e lo fa con Sterify, la gamma di dispositivi medici che vuole cambiare, in meglio, le regole della medicina.
La torinese Sterify è una startup innovativa che sviluppa prodotti medici per la cura e la prevenzione delle infezioni batteriche, riducendo, o eliminando, l’ utilizzo degli antibiotici nella pratica operatoria che ha creato batteri multi-resistenti che, secondo l’Amr-Review, potrebbero determinare entro il 2050 il decesso di 10 milioni di persone nel mondo.
Attraverso una piattaforma tecnologica, i cui brevetti sono già stati depositati, l’azienda piemontese mira a produrre e distribuire sul mercato, entro la prima metà del 2022, linee di dispositivi medici per chirurgia generale, oro-maxillo facciale, ortopedia, neurochirurgia e chirurgia estetica, in grado di eliminare i batteri e i loro biofilm, evitando che i microorganismi possano sviluppare resistenze. I prodotti di Sterify hanno i vantaggi di possedere un ampio spettro di azione e un grado di conservazione a temperatura ambiente, non creare resistenze e promuovere la rigenerazione dei tessuti.
La startup si muove in un mercato globale che si stima toccherà i 35,6 miliardi di dollari nel 2022; non a caso diversi grandi operatori internazionali, da Allergan ad AstraZeneca, passando per Roche, Gilead Sciences e Novartis, hanno investito negli ultimi anni in acquisizioni di aziende del settore biomedicale.
Sterify risponde, inoltre, a un’impellente domanda di mercato, sollevata dall’Organizzazione mondiale della Sanità, che da una decina di anni chiede agli enti pubblici e alle aziende di investire nella ricerca di nuovi prodotti per la cura e prevenzione di infezioni batteriche. Sempre meno aziende, però, riescono ad individuare molecole o miscele di esse in grado di soddisfare i requisiti delle normative sui farmaci o sui dispositivi medici, rendendo le poche imprese del settore ancora più appetibili per gli investimenti e le possibili future acquisizioni.
I fondi raccolti nella campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, che si concluderà a febbraio e che punta a un primo obiettivo di 150mila euro, saranno impiegati per la certificazione dei dispositivi, marketing e vendite, ricerca e sviluppo e validazione clinica dei prodotti.


