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Sofinnova Partners annuncia tre nuovi investimenti del fondo Sofinnova Telethon, il suo fondo di avviamento dedicato agli investimenti per le malattie genetiche rare. Le startup, AAVantgarde BioAlia Therapeutics, e Borea Therapeutics, stanno sviluppando nuove promettenti terapie per le malattie genetiche rare.

Graziano Seghezzi, Managing Partner Sofinnova Partners, afferma: “Questi investimenti segnano un passo importante nella nostra missione per il supporto dell’eccellente ricerca scientifica delle università e dei centri di ricerca italiani. Sottolineano anche l’eccezionale flusso di nuove opportunità di investimento nella biotecnologia italiana e l’importante ruolo che il Venture Capital assume nel permettere alle terapie innovative di raggiungere i pazienti che soffrono di malattie genetiche rare, le quali al giorno d’oggi hanno poche opportunità di terapia”.

Il fondo Sofinnova Telethon, con sede negli uffici di Milano, è il più grande fondo interamente dedicato alla biotecnologia in Italia. Il team è guidato dalle specialiste in trasferimento di tecnologico Lucia Faccio e Paola Pozzi, Partner Sofinnova Partners.

I tre nuovi investimenti seed, che ammontano complessivamente a 6 milioni di euro, si allineano con la strategia di investimento del fondo, la quale consiste nel cercare e supportare le migliori scienze italiane e i più promettenti imprenditori nello sviluppo di società internazionali nel campo delle malattie genetiche rare.

AAVantgarde Bio, con sede a Milano, sta sviluppando terapie geniche per le malattie ereditarie della retina. Il fondatore, professor Alberto Auricchio è uno scienziato di alto profilo riconosciuto a livello internazionale nonché un vero e proprio pioniere nella terapia genica. La tecnologia dell’azienda si fonda sull’esistenza di piattaforme basate su AAV, o virus adeno-associati, che sono la principale tecnologia di vettori virali utilizzata nell’applicazione di terapie geniche. Le già esistenti piattaforme basate su AAV hanno capacità limitata e AAVantgarde Bio risponde a questa sfida permettendo il trasferimento di grandi geni a tessuti e cellule in vivo. La società è uno spin-off di TIGEM, un istituto internazionale di ricerca con sede a Napoli, di proprietà e gestito da Fondazione Telethon.

Alia Therapeutics, con sede a Trento, sta sviluppando una medicina di nuova generazione basata sul CRISPR, per un approccio più mirato e sicuro per la manipolazione genica in-vivo per il trattamento della degenerazione della retina. Alia è uno spin-off dell’Università di Trento ed è stata accelerata da BiovelocITA, Il primo acceleratore italiano dedicato al biotech, co-fondato nel 2015 da Sofinnova Partners e due imprenditori seriali, Silvano Spinelli e Gabriella Camboni, è la seconda società che emerge dall’acceleratore, seguendo il successo di Enthera Pharmaceuticals, un’altra startup italiana parte del portfolio di Sofinnova. Al finanziamento di Alia Therapeutics hanno partecipato, oltre a BiovelocITA e al fondo Indaco, anche un gruppo di investitori italiani capitanati da Banor SIM e Banca Profilo.

Paola Pozzi, Partner di Sofinnova Partners, membro del consiglio di amministrazione di AAVantgarde Bio e investment partner in Alia Therapeutics, afferma: “Siamo lieti di supportare queste innovative startup biotecnologiche poiché portano avanti programmi promettenti per lo sviluppo clinico e preclinico. Entrambe le società sono supportate da scienziati di grande prestigio con competenze globalmente riconosciute nel campo della terapia genica e gene editing. Abbiamo fiducia nel potenziale di queste realtà per far fronte alle limitazioni delle già esistenti terapie e sviluppare trattamenti per malattie che non hanno ancora oggi soluzioni adeguate”.

Borea Therapeutics, con sede a Milano, sta sviluppando una nuova generazione di vettori virali che permetteranno di mirare tessuti e cellule specifiche del paziente. Potenzialmente con questa tecnologia innovativa i vettori virali   potrebbero raggiungere in modo selettivo aree come il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso periferico, aprendo così la porta a nuove opzioni terapeutiche. Borea Therapeutics è stata co-fondata dal professor Paul Heppenstall e dall’European Molecular Biology Lab, un’organizzazione di ricerca intergovernativa con sei siti di ricerca in tutta Europa, compreso uno a Roma. Le attività di ricerca della società sono svolte in collaborazione con la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, un centro scientifico di eccellenza a Trieste.

Lucia Faccio, Partner di Sofinnova Partners e membro del consiglio di amministrazione di Borea Therapeutics, afferma: Uno dei principali limiti della terapia genica è la difficoltà nel mirare in modo selettivo specifiche cellule o tessuti. La tecnologia di Borea Therapeutics ha il potenziale di localizzare specifici tessuti e cellule,e potrebbe permettere l’uso di dosi inferiori, rendendo il trattamento più sicuro ed efficace per i pazienti. Questa potrebbe essere la prossima svolta nella terapia genica.

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