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L’ospedale di Santa Maria del Carmine di Rovereto ha un nuovo direttore medico. Pier Paolo Benetollo, direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha presentato ufficialmente Michele Sommavilla ai direttori delle unità operative e ai coordinatori delle professioni sanitarie della struttura.

«Ringrazio i dottori Giovanni Maria Guarrera e Luca Fabbri – ha detto Pier Paolo Benetollo – per essersi alternati nella guida a scavalco dell’ospedale garantendo il supporto necessario durante il difficilissimo periodo della pandemia e la continuità dell’attività di questa importante struttura della rete ospedaliera trentina».

«Nella nomina del nuovo direttore dell’ospedale – ha proseguito Benetollo – la scelta è ricaduta su un professionista come Michele Sommavilla le cui competenze ed esperienze contribuiranno a rafforzare l’ospedale di Rovereto anche nell’ottica del ruolo essenziale della direzione medica di presidio nella riorganizzazione in atto. Abbiamo toccato con mano nel periodo appena trascorso il fondamentale contributo che il Santa Maria del Carmine ha dato nel corso della pandemia. Ora si riparte con le attività correnti ribadendo l’importanza dell’ospedale di Rovereto nell’essere il punto di riferimento di alcune reti di patologia, come lo è stato nella lotta al Covid».

Michele Sommavilla è nato a Vipiteno nel 1969. Si è laureato nel 1997 in medicina e chirurgia all’Università di Verona dove, nel 2001, si è specializzato in igiene e medicina preventiva. Il professionista ha iniziato la propria carriera lavorativa all’Ulss n. 6 di Vicenza per poi passare all’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona dove ha lavorato per quasi 14 anni anche come responsabile della struttura semplice «Igiene ospedaliera con particolare riferimento alla prevenzione delle infezioni da assistenza sanitaria». Da luglio 2019 è direttore della direzione medica dell’Ospedale di Brunico dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Il professionista ha all’attivo una consistente attività didattica per l’Università degli studi di Verona, alla Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare e al corso di laurea in infermieristica oltre ad una rilevante produzione scientifica inerenti alla sua attività professionale.

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