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RedHill Biopharma amplia ulteriormente la capacità di produzione di opaganib

“Le crescenti preoccupazioni per le mutazioni virali e la diffusione di nuovi ceppi virali potenti ed elusivi hanno aumentato la necessità di nuove terapie per il COVID-19” ha dichiarato Reza Fathi, Senior VP, R&D di RedHill. “Siamo molto lieti di ampliare la capacità di produzione di opaganib con un partner di qualità come Cosmo. Opaganib è progettato per svolgere un’azione ad ampio spettro contro diversi ceppi virali, indipendentemente dalle mutazioni nella proteina spike. Opaganib è un inibitore di fase II/III, somministrato per via orale, della sfingosina chinasi-2 (SK2) con comprovata attività antivirale, antinfiammatoria e anti-trombotica. Mirando a SK2, un componente della cellula umana coinvolto nella replicazione virale indipendentemente dalle mutazioni nella proteina spike virale, opaganib riesce potenzialmente a contrastare la comparsa di nuovi ceppi”.  

“Siamo lieti di rafforzare ulteriormente la nostra partnership con RedHill per ampliare la produzione di opaganib e contribuire ad alleviare le sofferenze che la pandemia di coronavirus sta causando in tutto il mondo, qualora il farmaco dovesse essere approvato per l’uso”, ha dichiarato Davide Malavasi, Head of Manufacturing di Cosmo.

Lo studio globale di fase II/III con opaganib nei pazienti affetti da polmonite grave da COVID-19 è attualmente in corso e vede il coinvolgimento di pazienti in oltre 30 siti di vari Paesi. Nelle prossime settimane un Comitato indipendente per il monitoraggio dei dati e della sicurezza condurrà un’analisi ad interim per giustificare la continuazione dello studio, che valuterà i dati dei primi 135 soggetti che hanno raggiunto l’endpoint primario. In precedenza lo studio è stato sottoposto a due revisioni non in cieco dei dati relativi alla sicurezza da parte del DSMB, con raccomandazioni unanimi per la sua prosecuzione.

I dati preliminari di uno studio di fase II negli Stati Uniti su 40 pazienti ricoverati di recente hanno dimostrato che opaganib è sicuro e riportano un miglioramento sostanziale nella riduzione del fabbisogno di ossigeno entro la fine del trattamento il giorno 14, attraverso i principali risultati di efficacia primaria e secondaria, correlati al miglioramento clinico come definito dalla scala ordinale dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Opaganib, una nuova entità chimica, è un inibitore selettivo proprietario, first-in-class, somministrato per via orale, della sfingosina chinasi-2 con comprovata duplice attività antiinfiammatoria e antivirale che bersaglia un componente della cellula ospite coinvolto nella replicazione virale, riducendo potenzialmente al minimo la probabilità di resistenza virale. Opaganib ha anche mostrato un’attività antitumorale e ha molteplici potenziali indicazioni oncologiche, virali, infiammatorie e gastrointestinali.

Opaganib ha ricevuto la designazione di farmaco orfano dall’FDA statunitense per il trattamento del colangiocarcinoma ed è in corso di valutazione in uno studio di fase IIA sul colangiocarcinoma avanzato e in uno studio di fase II sul cancro alla prostata. Opaganib è anche in fase di valutazione come trattamento per la polmonite da COVID-19 in uno studio globale di fase II/III e ha fatto emergere segnali positivi in termini di sicurezza ed efficacia in dati top-line preliminari tratti da uno studio di fase II condotto negli Stati Uniti.

I dati preclinici hanno dimostrato sia le attività antinfiammatorie che antivirali e antitrombotiche di opaganib, con il potenziale di migliorare i disturbi polmonari di natura infiammatoria, come la polmonite, e mitigare i danni al parenchima polmonare. Opaganib ha dimostrato una potente attività antivirale contro il SARS-CoV-2, il virus che causa il COVID-19, inibendo completamente la replicazione virale in un modello in vitro di tessuto bronchiale polmonare umano. Opaganib ha inoltre dimostrato una riduzione della lunghezza, del peso e del punteggio totale del trombo in un modello preclinico della sindrome da distress respiratorio acquisito. Inoltre, studi preclinici in vivo hanno dimostrato che opaganib ha ridotto i tassi di mortalità per infezione da virus influenzali e ha migliorato le lesioni polmonari causate da Pseudomonas aeruginosa, riducendo i livelli di IL-6 e TNF-alfa nei lavaggi broncoalveolari.

Opaganib è stato originariamente sviluppato da Apogee Biotechnology Corp., con sede negli Stati Uniti, e ha completato numerosi studi preclinici di successo in modelli oncologici, infiammatori, GI e di radioprotezione, oltre a uno studio clinico di fase 1 su pazienti oncologici con tumori solidi avanzati e un ulteriore studio di fase 1 sul mieloma multiplo.

Lo sviluppo di opaganib è stato sostenuto da sovvenzioni e contratti delle agenzie governative federali e statali degli Stati Uniti assegnati ad Apogee Biotechnology, tra cui il NCI, il BARDA, il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti e l’ufficio FDA per lo sviluppo di prodotti orfani.

Gli studi in corso con opaganib sono registrati su www.ClinicalTrials.gov, un servizio basato sul web dell’Istituto nazionale di sanità degli Stati Uniti, che fornisce accesso pubblico alle informazioni su studi clinici finanziati da enti pubblici e privati. 

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