In Italia, circa 144.000 persone convivono con la sclerosi multipla, ma molte di loro devono affrontare una battaglia invisibile.
Cercano risposte, chiedono assistenza, ma spesso si scontrano con muri di silenzio e burocrazia. Per alcune, la situazione è ancora più drammatica: sono le Hard to Reach, quelle che il sistema non riconosce, non intercetta, non prende in carico. Sono oltre 14.000 persone, il 10% della popolazione con SM, che vivono senza un riferimento certo, senza percorsi di cura e assistenza sociale adeguati.
Per la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, AISM presenta il Barometro SM 2025, che insieme all’indagine Hard to Reach racconta una realtà che va affrontata nella sua complessità.
Sono donne e uomini che lottano per mantenere una vita dignitosa, spesso senza riuscirci. Hanno tra i 45 e i 60 anni, convivono con otto sintomi della SM, e nel 47% dei casi affrontano anche altre patologie croniche concomitanti. Vivono una situazione critica e il sistema rimane inerte di fronte ai loro bisogni.
Il 61% di loro vede insoddisfatti i propri bisogni riabilitativi. Il 59% non ha supporto psicologico. Dopo un ricovero, il 62,3% non riceve alcun aiuto. Il 45,3% di loro ha bisogno di assistenza domiciliare, ma due terzi di loro non riesce ad averla.
Per loro, affrontare la malattia significa anche mettere “mano al portafoglio”: il 65% ha dovuto pagare di tasca propria le prestazioni specialistiche, perché il sistema pubblico non ha risposto.
E poi c’è l’isolamento sociale, riportato dal 57% delle persone. Per alcuni, nemmeno la famiglia o gli amici riescono a rappresentare un punto di riferimento.
Le difficoltà di queste 14.200 persone sono la conseguenza diretta delle debolezze
del sistema. I dati del Barometro SM 2025 mostrano che tutte le persone con SM
sono a rischio di esclusione.
Dei 144.000, il 78% ha almeno un bisogno insoddisfatto, il 33,8% ne ha tre o più, senza
risposte adeguate. Il 76,5% delle persone con SM ha vissuto almeno una discriminazione, sul lavoro, con la burocrazia, nei servizi essenziali. Il 50% di chi lavora teme di perdere il posto, perché il mercato non si adatta a chi ha una malattia cronica o disabilità.
Il costo sociale complessivo medio della SM è di 46.400 euro annui per persona, cifra che sale a oltre 63.000 euro nei casi più gravi. In questi, le famiglie arrivano a spendere di tasca propria oltre 14.000 euro l’anno, soprattutto per coprire i costi dell’assistenza.
La sclerosi multipla costa alla società italiana 6,7 miliardi di euro l’anno. Tuttavia, la spesa pubblica per persona con SM si attesta tra i 22.000 e i 23.000 euro annui, senza incrementi proporzionali all’aumento della disabilità, evidenziando l’inadeguatezza delle risposte nei casi più gravi.
Non si tratta solo di un problema di equità, ma anche di efficienza del sistema. La perdita di occupazione delle persone con SM e dei loro caregiver genera un impatto economico stimato in 2,5 miliardi di euro di PIL persi ogni anno.
Il Barometro SM 2025 e l’indagine Hard to Reach parlano chiaro: il sistema attuale non basta. Troppe persone vengono dimenticate, affrontano da sole la malattia o pagano di tasca propria ciò che dovrebbe essere garantito.
È tempo di cambiare paradigma: la SM è una condizione complessa e in continua evoluzione, e non può più essere gestita con approcci frammentari. Serve una presa in carico realmente personalizzata, equa, proattiva. Occorre una rete strutturata, integrata, in grado di intercettare chi rischia di restare escluso, con investimenti tempestivi su ciò che migliora davvero la qualità della vita.
“Non possiamo accettare il rischio che decine di migliaia di persone restino escluse perché i servizi non si attivano. Il Barometro è un richiamo urgente a costruire una rete integrata e umanizzata che oggi, per molti, non esiste” – afferma Francesco Vacca, Presidente AISM. “AISM mette a disposizione il proprio impegno per un’Agenda condivisa che assicuri, a ogni persona, il diritto a realizzare il proprio progetto di vita.”
“Serve un nuovo patto tra sanità, sociale, territorio e persone – aggiunge Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM –. Dobbiamo rendere pienamente operativi i PDTA, rafforzare la rete dei Centri SM, investire in processi come il Progetto di Vita previsto dalla Riforma della Disabilità. Ogni persona può diventare “Hard to Reach” se il sistema non reagisce prontamente: un servizio che si interrompe, un caregiver che cede, un farmaco che cambia. Parlare di sostenibilità significa investire in terapie precoci, riabilitazione, supporto psicologico, lavoro. Questo approccio che AISM promuove non vale solo per la SM, è applicabile anche alle altre patologie neurodegenerative e probabilmente anche a molte altre patologie croniche.
Il Barometro SM 2025 è più di un’indagine: è un segnale di allarme, ma anche
un’opportunità.
Il Registro Italiano Sclerosi Multipla, compie 10 anni. Un patrimonio unico di dati di “real world” che permette di personalizzare i trattamenti e comprendere meglio l’evoluzione della malattia. Proprio ai risultati raggiunti in questo primo decennio e ai progetti di ricerca resi possibili grazie al Registro è dedicato l’evento che si terrà il 29 maggio durante il Congresso FISM 2025.
Oggi, RISM conta circa 94.000 casi registrati, diventando uno dei database più grandi d’Europa nel campo della SM. Questo traguardo è stato possibile grazie all’instancabile lavoro della Struttura Tecnico Operativa e di Coordinamento e al coinvolgimento della rete di 190 centri clinici distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Dal 2014 a oggi, il Registro ha supportato 65 studi scientifici e prodotto 47 pubblicazioni su riviste internazionali. I 190 Centri SM oggi aderenti alimentano costantemente un database dinamico e affidabile, che consente di valutare nel tempo efficacia e sicurezza delle terapie e delle loro sequenze nella vita reale.
“I dati del Registro hanno anche consentito l’osservazione di sottogruppi di soggetti che necessitano di campioni di numerosità accettabile per essere realizzate, come le persone over 50 o i ragazzi cui viene diagnosticata la malattia. Ora abbiamo inserito nel Registro anche le cartelle cliniche di persone con NMO e MOGAD, che sono patologie rare: presto consentiranno nuovi studi in real world sull’andamento di queste malattie e sull’efficacia e sicurezza dei nuovi farmaci di recente autorizzati.” – afferma la professoressa Maria Trojano.
Nato da un accordo tra FISM e l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro il RISM si è evoluto estendendo la raccolta dati anche alle patologie affini come NMOSD e MOGAD e includendo i casi pediatrici, offrendo così una fotografia più completa dell’impatto della SM lungo l’intero arco della vita.
«La crescita del Registro è stata resa possibile dall’impegno scientifico, finanziario e organizzativo di FISM. Oggi il RISM si basa su una governance solida e strutturata, con commissioni dedicate e un forte supporto operativo e metodologico», sottolinea la professoressa Maria Trojano che presiede il Comitato Scientifico di RIMS
I dati longitudinali raccolti dal RISM, molti dei quali coprono un periodo superiore ai 10 anni, permettono di: migliorare la qualità della presa in carico clinica, personalizzare i trattamenti, prevedere l’andamento della disabilità, supportare le decisioni regolatorie e sanitarie, orientare nuove sperimentazioni.
“Le ricerche sviluppate in questi anni grazie ai dati del Registro hanno offerto risposte concrete alla comunità scientifica, alle istituzioni e alle persone con SM. Gli studi pubblicati hanno dimostrato nella vita reale l’efficacia dei trattamenti ad alta intensità nel ridurre le ricadute e rallentare la progressione della disabilità.” – dichiara Mario Alberto Battaglia, presidente FISM.
Il valore scientifico del Registro è stato riconosciuto anche dal Premio Rita Levi Montalcini 2025, assegnato al Professor Pietro Iaffaldano proprio per le ricerche svolte sui dati del RISM.
Inoltre, FISM è capofila del Big MS Data Network, che coinvolge i registri nazionali di Danimarca, Svezia, Francia, Repubblica Ceca e Australia, con circa 300.000 cartelle cliniche complessive. Il network è impegnato in studi PASS e punta al riconoscimento da parte dell’EMA per la qualità dei suoi dati sulla sicurezza dei farmaci.
Il Registro è al centro del Progetto BARCODING, che integra intelligenza artificiale, dati clinici, biobanche, imaging e Patient Reported Outcomes per creare una mappa multidimensionale della malattia, favorendo una medicina sempre più predittiva e personalizzata.
Battaglia spiega: “Nei prossimi anni, i dati del Registro saranno determinanti per l’attuazione del Progetto BARCODING, che mira a integrare banche dati e intelligenza artificiale per offrire a ogni persona con SM una presa in carico su misura.”
“Il Progetto del Registro Italiano Sclerosi Multipla e patologie correlate, vista la sua duplice natura di strumento utile per la Ricerca Scientifica e per la Sanità Pubblica, risponde alla mission dell’Agenda Sclerosi Multipla e Patologie correlate sia per la linea di missione relativa a ‘La ricerca sulla Sclerosi Multipla’ sia per quella su ‘Presa in carico, interdisciplinare e centrata sulla persona’”, conclude Battaglia. “Lanciamo quest’anno la chiamata a tutti gli attori interessati a partecipare alla definizione delle priorità dell’Agenda 2026-2030 e siamo sicuri che la crescita continua del Registro, sempre più vicino a coprire le informazioni cliniche, epidemiologiche e socio-demografiche dell’intera popolazione italiana, possa diventare sempre di più uno strumento prezioso per il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza e dell’applicazione dei PDTA per la sclerosi multipla.”
Il decennale del RISM non è solo una celebrazione, ma segna l’inizio di una nuova fase, in cui il Registro continuerà a evolversi per generare evidenze scientifiche sempre più robuste e supportare una medicina personalizzata, al servizio delle persone con SM e patologie correlate.
Grazie a una rete di centri sempre più integrata e alla spinta verso l’innovazione, RISM si conferma come un pilastro per il futuro della ricerca, con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone con SM.
In occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, AISM lancia una nuova grande consultazione pubblica per l’Agenda della SM e patologie correlate verso il 2030. Un percorso condiviso per ripensare il sistema di presa in carico, abbattere le barriere e garantire diritti e servizi adeguati a tutte le persone con SM.
“Invitiamo tutte le persone con SM, le famiglie, i professionisti e le istituzioni a
contribuire” – afferma Vacca. “Solo insieme possiamo costruire un futuro più giusto, inclusivo e davvero centrato sulla persona.”
AISM fa la sua parte, con 30 cantieri aperti e #1000azionioltrelaSM, per portare le istanze delle persone con disabilità dentro ogni riforma – dal piano sanitario al sistema di welfare – e per scrivere, insieme, l’Agenda della SM 2030.


