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Presentati i risultati degli studi ARTISTRY sul nuovo regime a singola compressa di Gilead Sciences

Gilead Sciences ha annunciato la presentazione di nuovi dati di fase 3 degli studi ARTISTRY‑1 e ARTISTRY‑2 al CROI 2026. I risultati mostrano che il passaggio a un regime sperimentale in singola compressa contenente bictegravir 75 mg e lenacapavir 50 mg, assunto una volta al giorno, è risultato efficace nel mantenere la soppressione virologica nelle persone che vivono con HIV già virologicamente soppresse, inclusi i soggetti che effettuavano lo switch da regimi complessi multi‑compressa o da un regime in singola compressa raccomandato dalle linee guida internazionali. La nuova combinazione BIC/LEN è risultata generalmente ben tollerata, senza l’identificazione di nuovi o rilevanti segnali di sicurezza.
«Gli studi ARTISTRY rappresentano una ulteriore dimostrazione dell’impegno di Gilead nel far progredire il trattamento dell’HIV attraverso un’innovazione scientifica continua», ha dichiarato Jared Baeten, Senior Vice President, Clinical Development e Virology Therapeutic Area Head di Gilead Sciences. «Questo regime in singola compressa, assunto una volta al giorno, combina la durabilità di bictegravir con lenacapavir, un inibitore del capside first‑in‑class. La nuova combinazione terapeutica è stata progettata per mantenere la soppressione virologica nelle persone che cercano nuove opzioni di trattamento. Siamo lieti di poter collaborare con le autorità regolatorie per portare potenzialmente questa combinazione alle persone che vivono con HIV».
I risultati evidenziano il potenziale di BIC/LEN di ampliare le opzioni terapeutiche per gli adulti con HIV virologicamente soppresso, offrendo un’efficacia comparabile a quella di B/F/TAF, nonché ai regimi complessi multi‑compressa.
I nuovi dati provengono dagli studi ARTISTRY‑1 e ARTISTRY‑2 che hanno valutato sicurezza ed efficacia del regime in singola compressa BIC/LEN assunto una volta al giorno. I risultati sono stati presentati in sessioni late‑breaker alla 33ª Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections, tenutasi a Denver, Colorado, e si basano sui risultati topline positivi annunciati rispettivamente a novembre e dicembre 2025.
I dati presentati a CROI 2026 dimostrano che il regime in singola compressa BIC/LEN potrebbe rappresentare una nuova importante opzione terapeutica, con un dosaggio ottimizzato, per le persone che vivono con HIV e che sono virologicamente soppresse ma in trattamento con regimi complessi multi‑compressa. I risultati a 48 settimane hanno mostrato che BIC/LEN è risultato non inferiore ai regimi complessi multi‑compressa nel mantenere la soppressione virologica: lo 0,8% dei partecipanti trattati con BIC/LEN presentava HIV‑1 RNA ≥50 copie/mL, rispetto all’1,1% dei soggetti che hanno proseguito il regime antiretrovirale complesso.
La conta delle cellule CD4 è rimasta stabile in entrambi i gruppi di trattamento e non sono emersi casi di resistenza virologica. A 48 settimane, lo switch a BIC/LEN dai regimi complessi multi‑compressa è stato inoltre associato a un miglioramento dei parametri lipidici a digiuno rispetto al basale, con una variazione mediana del colesterolo totale pari a −15,1 mg/dL, rispetto a +2,8 mg/dL nel gruppo di controllo. Inoltre, la soddisfazione riferita dai pazienti rispetto al trattamento, misurata tramite il punteggio HIVSTQ, è aumentata in media di 7 punti nel gruppo BIC/LEN, mentre non si sono osservate variazioni nei partecipanti rimasti in terapia multi‑compressa.
«Resistenze virali pre‑esistenti, intolleranze, controindicazioni o interazioni farmacologiche possono impedire a molte persone che vivono con HIV di beneficiare dei regimi antiretrovirali in singola compressa raccomandati dalle linee guida», ha affermato Chloe Orkin, Professoressa Clinica di Infezioni e Diseguaglianze presso la Queen Mary University of London. «I regimi terapeutici complessi possono rappresentare un onere significativo nella vita quotidiana, come dimostrato nello studio ARTISTRY‑1, in cui i partecipanti assumevano da 2 a 11 compresse al giorno al basale e circa il 40% assumeva la terapia antiretrovirale più di una volta al giorno. Individuare nuove opzioni efficaci e pratiche in singola compressa è fondamentale per ottimizzare il trattamento e consentire a un numero maggiore di persone di beneficiare dei recenti progressi della ricerca medica, come bictegravir e lenacapavir».
BIC/LEN è risultato generalmente ben tollerato: eventi avversi correlati al farmaco sono stati riportati nel 14,3% dei partecipanti passati a BIC/LEN e nell’1,6% di coloro che hanno continuato i regimi complessi multi‑compressa. L’incidenza di eventi avversi gravi correlati al trattamento è risultata simile nei due gruppi, con rare interruzioni del trattamento per eventi avversi.
Il 25 febbraio 2026 “The Lancet” ha pubblicato i risultati degli endpoint primari dello studio ARTISTRY‑1 nel manoscritto intitolato “Switchto single-tablet bictegravir/lenacapavir from a complex HIV regimen: results from ARTISTRY-1, a randomised, open-label phase 3 clinical trial”.
I risultati dello studio ARTISTRY‑2 presentati a CROI 2026 confermano ulteriormente il potenziale di BIC/LEN di ampliare le opzioni terapeutiche per l’HIV, offrendo un’efficacia comparabile a quella di B/F/TAF, un regime in singola compressa raccomandato dalle linee guida internazionali. A 48 settimane, BIC/LEN è risultato non inferiore allo standard of care con B/F/TAF nel mantenere la soppressione virologica: l’1,3% dei partecipanti trattati con BIC/LEN presentava HIV‑1 RNA ≥50 copie/mL, rispetto all’1,0% dei soggetti rimasti in trattamento con B/F/TAF. La conta delle cellule CD4 è rimasta stabile; due partecipanti per ciascun gruppo di trattamento hanno soddisfatto i criteri per l’analisi della resistenza.
L’analisi della resistenza non ha evidenziato resistenze emergenti al trattamento fino alla settimana 48 in tre dei quattro partecipanti valutati. In un partecipante trattato con BIC/LEN è stata osservata alla settimana 36 una sostituzione dell’integrasi isolata, senza evidenza di resistenza fenotipica. Non sono state rilevate mutazioni del capside. Lo switch a BIC/LEN non ha mostrato un impatto significativo sul peso corporeo, con indice di massa corporea stabile in entrambi i gruppi fino a 48 settimane.
BIC/LEN è risultato generalmente ben tollerato, con tassi simili di eventi avversi correlati al farmaco nei gruppi BIC/LEN e B/F/TAF. Non sono stati riportati eventi avversi gravi correlati al trattamento e le interruzioni per eventi avversi sono state basse.
«I risultati di ARTISTRY‑2 supportano il potenziale del regime bictegravir/lenacapavir di ampliare la gamma di trattamenti antiretrovirali in singola compressa disponibili per le persone che vivono con HIV», ha dichiarato Eric Meissner, Professore Associato e Direttore dell’assistenza e della ricerca clinica per HIV ed epatiti presso la Medical University of South Carolina. «Con un’efficacia dimostrata comparabile a una terapia raccomandata dalle linee guida, guardiamo con interesse alla possibilità di disporre di un’ulteriore opzione terapeutica significativa per gli adulti con HIV virologicamente soppresso».
Bictegravir e lenacapavir in combinazione sono farmaci sperimentali e non sono attualmente approvati in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia di questa combinazione non sono state ancora stabilite. Attualmente non esiste una cura per l’HIV o per l’AIDS.

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