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Policlinico “Rodolico”: eseguite due procedure di sostituzione mitralica transcatetere

Due procedure innovative di cardiologia mini-invasiva sono state eseguite con successo nell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia del Policlinico “Rodolico” di Catania diretta da Davide Capodanno. Su due pazienti di 71 e 72 anni sono state impiantate protesi di nuova generazione per la sostituzione valvolare mitralica transcatetere senza ricorrere alla chirurgia tradizionale.
La TMVI è una procedura minimamente invasiva, della durata di un paio d’ore, che permette di sostituire completamente la valvola mitrale malata con una protesi artificiale biologica, introducendo tutto il materiale attraverso un piccolo accesso vascolare all’inguine, senza aprire il torace.
Si tratta di due delle prime procedure di questo tipo mai realizzate in Italia, al di fuori della Regione Lombardia, in particolare nel Centro-Sud del Paese.
I pazienti erano affetti da insufficienza mitralica severa, sintomatici e in labile compenso cardiovascolare nonostante la terapia farmacologica ottimale. In entrambi i casi, i pazienti non erano eleggibili né a un intervento chirurgico convenzionale né a una riparazione transcatetere con tecnica edge-to-edge, a causa di anatomie valvolari complesse.
L’indicazione all’impianto è stata definita dal ”Heart Team” multidisciplinare, dopo un’accurata valutazione ecocardiografica transesofagea tridimensionale e con tomografia computerizzata del cuore.
Oltre a evitare la chirurgia tradizionale, gli altri vantaggi sono senz’altro la mini-invasività che comporta solo una piccola puntura per aprire la via d’accesso dall’inguine, un recupero del paziente più rapido, una degenza ospedaliera più breve e un miglioramento immediato e significativo dei sintomi legati allo scompenso cardiaco in virtù della quasi completa eliminazione del rigurgito mitralico.
Il decorso post operatorio, in entrambi i casi, è stato regolare. I pazienti sono stati monitorati per le prime 24 ore in Terapia Semintensiva Cardiologica e stanno procedendo in modo favorevole nel reparto di degenza.
“Questi interventi si aggiungono, a distanza di appena quattro mesi, ad altre due importanti procedure di sostituzione di valvola tricuspide, anche qui senza ricorrere alla chirurgia convenzionale – ha sottolineato il direttore generale dell’Azienda Giorgio Giulio Santonocito – il che ci rende fieri della nostra struttura. Tutto ciò contribuisce senza dubbio ad abbattere la mobilità passiva, a rafforzare la fiducia nelle nostre strutture che assumono, così, un ruolo di primo piano dell’adozione di terapie avanzate”.
“Queste procedure – afferma il direttore Capodanno – sono il risultato del lavoro attento e coordinato di tutta la nostra Unità di Cardiologia, che ha seguito con cura la selezione dei pazienti, l’esecuzione degli interventi e la gestione post-procedurale. Un risultato che conferma l’impegno della nostra Azienda a portare l’innovazione tecnologica in cardiologia strutturale anche per i pazienti più complessi”.

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