Nessun banner disponibile

Print Friendly, PDF & Email

Il foro maculare è una patologia che coinvolge la porzione centrale della retina, detta macula, deputata alla percezione dei dettagli fini dell’immagine grazie alla sua particolare concentrazione di cellule visive. Si tratta di una malattia che, come suggerisce il nome stesso, causa un foro nella macula e nella fovea compromettendo le capacità visive della persona: il foro maculare, infatti, fa sì che la visione centrale appaia spezzata, ondulata o del tutto oscurata.

Le cause che possono provocare la lesione nella macula possono essere diverse: si parla di foro maculare post traumatico, in seguito a traumi bulbari molto pericolosi per l’occhio, oppure di foro maculare a insorgenza spontanea, in presenza di una lesione non associata ed un evento traumatico, ma con una ampiezza e conformazione che può complicarne il trattamento.
Dal momento che le cellule di questo tessuto non posseggono capacità rigenerative e che pertanto non avviene nessun processo fisiologico di riparazione del tessuto lesionato, l’unica soluzione terapeutica per la cura del foro maculare prevede l’intervento chirurgico.

I casi di fori maculari post traumatici e di grandi dimensioni rappresentano da sempre una sfida chirurgica per gli oculisti e, negli ultimi anni, la tecnica di slaminamento della retina circostante la lesione con suo ribaltamento ad “inverted flap” ha cambiato la storia clinica della malattia; nonostante l’evoluzione delle tecniche chirurgiche e l’alto tasso di percentuale di successo di questa chirurgia, vi sono alcuni casi in cui la perdita di tessuto retinico centrale risulta essere talmente ampia da non permetterne la chiusura, neanche utilizzando porzioni di retina come nelle procedure standard. 
Da alcuni anni è stato proposto, dal gruppo dell’Università di Firenze, un nuovo approccio chirurgico basato sull’impiego di micro innesti di membrana amniotica umana provenienti dalla placenta donata dalle donne dopo il parto. 

Questo tipo di approccio, visto l’aumentare dei casi e della loro complessità, è stato introdotto anche in Fondazione Poliambulanza. Il primo intervento è stato eseguito recentemente presso la divisione di Chirurgia Viteroretinica del team del dr. Vincenzo Miglio su una paziente con distacco della retina e foro maculare, recatasi presso Poliambulanza in seguito ad un evento traumatico.
Stante il quadro clinico riscontrato, si è stabilito di adottare la nuova tecnica chirurgica mediante l’impianto della membrana amniotica umana, la quale ha garantito la chiusura del foro maculare e, contemporaneamente, l’impianto di fattori di crescita che favoriscono la riparazione del tessuto retinico perso. 

“Allo stato attuale siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto poiché la procedura ha evitato la recidiva del distacco di retina e sta tutt’ora garantendo alla paziente un possibile, seppur parziale, recupero visivo dall’evento traumatico. Ad oggi vi è già un buon recupero del campo visivo periferico e paracentrale. Seguiremo la paziente nei prossimi controlli nella speranza di nuovi miglioramenti” – spiega Attilio Di Salvatore, oculista presso Fondazione Poliambulanza. “Nonostante la pandemia in corso, le patologie oculari da trattare sono in continua crescita. Anche per noi oculisti resta costante l’impegno di garantire le migliori cure ai nostri pazienti, adottando le tecniche chirurgiche più moderne ed efficaci che la Comunità Scientifica ci mette continuamente a disposizione”.

Share Button