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Paziente operata a tre tumori sincroni bilaterali ai reni con il robot

Particolare intervento all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese di chirurgia robotica urologica su una paziente affetta da tre tumori sincroni e bilaterali ai reni. L’intervento è stato effettuato dal dottor Filippo Gentile, responsabile della Chirurgia Robotica Urologica dell’Aou Senese, coadiuvato dal dottor Tommaso Chini, con il fondamentale supporto degli anestesisti della UOC Anestesia e Rianimazione Perioperatoria diretta dal dottor Pasquale D’Onofrio, e del personale di sala operatoria. «Abbiamo preso in cura la paziente – afferma il dottor Gentile – dopo il percorso ambulatoriale effettuato nella UOC Nefrologia, Dialisi e Trapianti diretta dal dottor Guido Garosi e seguito dalla dottoressa Francesca Cappelletti. La particolarità dei tumori è stata che due di questi erano esofitici, ovvero sulla superficie del rene e quindi aggredibili abbastanza agilmente, mentre la terza neoplasia era situata in profondità dell’organo, localizzabile attraverso un’ecografia intraoperatoria e che abbiamo asportato in una seconda fase dell’operazione. L’intervento è durato circa 3 ore e mezza – aggiunge il dottor Filippo Gentile – abbiamo asportato le neoplasie e la paziente è tornata a casa, con il risultato istologico che ha confermato le neoplasie e che soprattutto ha evidenziato la totale eradicazione di queste. La signora sta bene e ha già iniziato il suo follow-up oncologico».

La chirurgia robotica urologica ha proseguito la propria attività anche durante l’emergenza Covid, come ha sottolineato il dottor Gabriele Barbanti, direttore della UOC Urologia dell’Aou Senese: «La nostra attività non si è mai interrotta, di tipo robotico e non solo. La maggior parte delle patologie che trattiamo è di tipo oncologico, e siamo riusciti a non appesantire le liste d’attesa. Ringrazio per questo i miei colleghi e tutti i collaboratori che hanno contribuito a mantenere il servizio del nostro reparto. La direzione aziendale recentemente ha incrementato la disponibilità di sala operatoria – conclude il dottor Barbanti – e abbiamo ripreso i ritmi consueti delle nostre attività, fatto importante non solo per le patologie oncologiche ma in generale per tutte quelle urologiche, che interessano una grossa fetta della popolazione, sia maschile che femminile, e che necessitano di essere trattate».

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