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Pace maker senza fili all’ospedale di Savigliano

Un innovativo pace-maker del peso di poco più di due grammi e con una lunga longevità è stato impiantato al Santissima Annunziata di Savigliano presso la Struttura Complessa di Cardiologia diretta da Michele de Benedictis. L’intervento è stato eseguito dal direttore insieme alla sua équipe di Elettrofisiologia composta da Aldo Coppolino, Gisella Rita Amoroso e Letizia Valeri.
Con la stimolazione senza fili, viene ridotto drasticamente il pericolo di infezioni del device e dei rischi connessi che potrebbero determinare gravi conseguenze, anche fatali, per il paziente. Tale strumento, certamente innovativo, trova applicazione in particolari categorie specifiche di pazienti che saranno accuratamente selezionate in base alle loro specifiche caratteristiche cliniche ed alle evidenze scientifiche vigenti in materia.

Spiega De Benedictis: “Considerando il grande numero di pazienti portatori di pace-maker di diversa tipologia per definiti contesti clinici – dalle aritmie ipocinetiche, ai pazienti con scompenso cardiaco fino ai portatori di defibrillatori in prevenzione primaria e secondaria – seguiti dal nostro centro oltre 2.500 procedure eseguite dall’inizio dell’attività nel 2001 con più di 200 nuove procedure ogni anno e diverse centinaia di pazienti controllati periodicamente dal nostro ambulatorio di follow-up), è necessario proseguire l’intensa attività di clinica e di aggiornamento dell’intera équipe della Cardiologia dell’ospedale Santissima Annunziata di Savigliano”.

Importante la collaborazione con la Cardiologia di Mondovì diretta da Mauro Feola. Aggiunge De Benedictis: “Sottolineo la fattiva e importante collaborazione con l’équipe di elettrofisiologia della Cardiologia di Mondovì per garantire a tutti i pazienti della nostra Asl la possibilità di ottenere i migliori e i più innovativi trattamenti in questo specifico setting clinico”.     

Si tratta del sistema di stimolazione cardiaca permanente modulabile, a fissazione attiva e leadless cioè senza comunicazione tra interno ed esterno del cuore, denominata AVEIR.
Il nuovo pace-maker è rappresentato da un unico componente di piccole dimensioni rilasciato nel ventricolo destro attraverso un sistema di supporto che viene inserito dall’inguine e che, attraverso il sistema venoso, accompagna il PM fino all’apice del ventricolo stesso. Il fissaggio al tessuto cardiaco avviene attraverso una vite esposta che viene avanzata, per mezzo di un sistema molto preciso e performante, all’interno del tessuto cardiaco. Dopo la sua fissazione il pacemaker viene rilasciato; l’introduttore, che ne ha permesso l’inserimento fino al cuore, viene estratto. Il dispositivo è così in grado di funzionare senza dare alcun segno esteriore della sua presenza. Entro pochi mesi sarà disponibile un secondo componente che potrà essere abbandonato in atrio destro e potrà interagire con la componente in ventricolo destro, rendendo possibile una stimolazione atrio-ventricolare e costituendo così un primo pacemaker bicamerale leadless.

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