Nuovi dati provenienti da due studi clinici sull’uso sperimentale di isatuximab somministrato per via sottocutanea tramite un iniettore indossabile nel mieloma multiplo recidivato o refrattario supportano il potenziale utilizzo di questo metodo innovativo per ottimizzare la cura dei pazienti, mantenendo al contempo il profilo di efficacia e sicurezza di isatuximab.
I risultati sono stati presentati durante l’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology e comprendono i dati completi dello studio di fase 3 IRAKLIA, il primo a includere l’utilizzo di un OBI nel trattamento del MM, dimostrando un’efficacia e una farmacocinetica non inferiori rispetto a isatuximab somministrato per infusione endovenosa.
Alyssa Johnsen, Global Therapeutic Area Head, Immunology and Oncology Development, ha commentato: “Il nostro programma clinico per la somministrazione sottocutanea si inserisce sulla nostra mission di rispondere alle esigenze dei pazienti e ridurre il peso del trattamento nel mieloma multiplo. Crediamo che il nuovo iniettore indossabile rappresenti un’innovazione significativa che potrebbe migliorare e semplificare il percorso terapeutico sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari. Siamo lieti di condividere questi dati, i primi a valutare un iniettore indossabile con un trattamento per il mieloma multiplo, e attendiamo con impazienza la possibilità di portare questa formulazione e opzione di somministrazione alla comunità del mieloma multiplo.”
L’OBI ha il potenziale per migliorare l’esperienza complessiva del paziente nel trattamento del mieloma multiplo. Recenti studi e sondaggi suggeriscono che l’uso di un OBI può essere associato a una maggiore praticità, flessibilità e soddisfazione del paziente rispetto ai metodi di somministrazione endovenosa o sottocutanea manuale. Inoltre, un OBI potrebbe anche semplificare il processo di somministrazione per gli operatori sanitari, riducendo potenzialmente l’impatto sugli infermieri e consentendo loro di muoversi liberamente mentre monitorano il paziente durante la somministrazione con l’iniettore senza intervento manuale.
Lo studio di fase 3 IRAKLIA e lo studio di fase 2 IZALCO, presentati all’ASCO, sono stati condotti utilizzando l’OBI senza intervento manuale, enFuse di Enable Injections, un iniettore automatico progettato per somministrare per via sottocutanea farmaci ad alto volume con un semplice click su un pulsante, per somministrare la formulazione SC di isatuximab senza ialuronidasi. Il dispositivo enFuse utilizza un ago da 30 gauge, nascosto e retrattile, più piccolo rispetto ad alcuni degli aghi comunemente utilizzati per le iniezioni SC di farmaci ad alto volume, potenzialmente migliorando il comfort del paziente.
La formulazione sottocutanea di isatuximab, somministrata tramite OBI o manualmente, è ancora in fase di studio e la sua sicurezza ed efficacia non sono ancora state sottoposte alla valutazione di alcuna autorità regolatoria.
IRAKLIA è uno studio registrativo di fase 3, globale, randomizzato, in aperto, di non inferiorità che confronta isatuximab SC somministrato tramite OBI e isatuximab IV, entrambi in combinazione con pomalidomide e desametasone in pazienti adulti con MM R/R che hanno ricevuto almeno una precedente linea di trattamento. Al cut-off dei dati del 6 novembre 2024 e dopo un follow-up mediano di 12 mesi, il tasso di risposta obiettiva con isatuximab SC-Pd è stato del 71,1% rispetto al 70,5% con isatuximab IV-Pd, stabilendo la non inferiorità. La concentrazione media di isatuximab osservata prima della somministrazione successiva allo stato stazionario è stata di 499 ug/mL con isatuximab SC-Pd rispetto a 341 ug/mL con isatuximab IV-Pd, stabilendo la non inferiorità.
Tassi di risposta parziale molto buona o migliore sono risultati coerenti tra isatuximab SC-Pd e isatuximab IV-Pd, rispettivamente del 46,4% e del 45,9%.
L’osservazione a 4 settimane della concentrazione media di isatuximab prima della somministrazione successiva con isatuximab SC-Pd è stata di 421 ug/mL rispetto a 302 ug/mL con isatuximab IV-Pd.
Le reazioni sistemiche all’infusione sono state significativamente inferiori con isatuximab SC-Pd, verificandosi solo nell’1,5% dei pazienti rispetto al 25% di quelli trattati con isatuximab IV-Pd. Da notare che quasi tutte le IR verificatesi erano di grado 1 o 2 e si sono risolte entro un giorno. Nessun paziente nel braccio isatuximab SC-Pd ha interrotto il trattamento a causa di una IR sistemica.
La maggior parte dei pazienti trattati con isatuximab SC-Pd si è dichiarata soddisfatta o molto soddisfatta della propria iniezione rispetto al 53,4% del braccio isatuximab IV-Pd, dimostrando l’impatto positivo di questo metodo innovativo di somministrazione sull’esperienza del paziente.
Il 99,9% delle iniezioni di isatuximab SC OBI è stato somministrato con successo senza rischi significativi legati al profilo di sicurezza con l’OBI.
Anche i tassi di sopravvivenza libera da progressione a 12 mesi sono stati simili, raggiungendo il 66,1% per i pazienti trattati con isatuximab SC-Pd rispetto al 65,1% dei pazienti trattati con isatuximab IV-Pd.
Il profilo di sicurezza complessivo di isatuximab SC-Pd osservato in questo studio è coerente con il profilo di sicurezza consolidato di isatuximab IV-Pd, ma con un tasso notevolmente inferiore di IR sistemiche. Non sono stati osservate nuove criticità sulla sicurezza, ad eccezione delle reazioni locali di basso grado nel sito di iniezione associate alla somministrazione SC, che si sono verificate con una bassa incidenza. Quasi tutte le ISR erano di grado 1, ad eccezione di un episodio di grado 2.
Prof.ssa Elena Zamagni, Associato di Ematologia, Istituto “Seragnoli”, Università di Bologna, tra gli sperimentatori dello studio IRAKLIA in Italia, ha commentato: “I risultati dello studio di fase 3 IRAKLIA rappresentano un potenziale passo avanti trasformativo nella gestione delle terapie per il mieloma multiplo. I dati non solo confermano la non inferiorità della somministrazione sottocutanea rispetto a quella endovenosa di isatuximab su diversi endpoint di efficacia, con un profilo di sicurezza migliore, ma evidenziano anche l’impatto positivo che questo metodo di somministrazione può avere sull’esperienza complessiva del trattamento. Questo è supportato da migliori punteggi di soddisfazione dei pazienti, sottolineando il potenziale della somministrazione sottocutanea tramite OBI di migliorare la qualità della vita in un percorso complesso come quello dei pazienti con mieloma multiplo.”
Oltre allo studio di fase 3 IRAKLIA, Sanofi ha presentato anche i nuovi dati dello studio di fase 2 IZALCO, randomizzato, sequenziale, in aperto, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di isatuximab SC, somministrato manualmente o tramite OBI, in combinazione con carfilzomib e desametasone in pazienti adulti con MM R/R che hanno ricevuto da una a tre linee di terapia precedenti. A un follow-up mediano di 10,1 mesi, lo studio ha dimostrato: ORR è stata del 79,7% nei pazienti trattati con isatuximab SC-Kd, convalidando l’ipotesi prespecificata di efficacia.
Con un follow-up mediano di 10 mesi, il tasso di VGPR o migliore nei pazienti trattati con isatuximab SC-Kd è stato del 62,2% e il tasso di risposta completa o migliore del 21,6%.
Solo due pazienti trattati con isatuximab SC-Kd, ovvero il 2,7% dei riceventi, hanno sperimentato un evento IR di grado 2 o inferiore con l’iniezione manuale e nessun evento IR si è verificato con la somministrazione mediante OBI; circa l’1% delle iniezioni è stato associato a una ISR locale.
Dopo il trattamento con entrambi i metodi, la maggior parte dei pazienti ha preferito l’OBI rispetto al 17% che ha preferito l’iniezione manuale e all’8,5% che non ha espresso preferenze.
Il profilo di sicurezza complessivo di isatuximab SC-Kd osservato in questo studio è coerente con quello consolidato di isatuximab IV-Kd, senza che siano stati osservati nuovi rischi per la sicurezza.
Sebbene la somministrazione sottocutanea sia attualmente disponibile per alcuni regimi di trattamento del MM tramite iniezione manuale, somministrare manualmente farmaci ad alto volume può presentare sfide significative, tra cui procedimenti ad alto carico di lavoro per il personale infermieristico, il rischio di affaticamento e lesioni da puntura, oltre alla possibile necessità di aghi più grandi che possono compromettere il comfort del paziente e aumentarne l’ansia.
Mehul Desai, Vice President, Medical Affairs, Enable Injections, ha aggiunto: “Riteniamo che i pazienti con mieloma multiplo debbano poter accedere a un’esperienza terapeutica più gestibile e meno gravosa e riconosciamo il fondamentale ruolo svolto dagli operatori sanitari nell’erogazione di queste cure. Attraverso la nostra collaborazione con Sanofi, abbiamo voluto sviluppare un iniettore indossabile che potrebbe trasformare l’esperienza terapeutica sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari. I risultati degli studi IRAKLIA e IZALCO rappresentano un passo significativo verso questa ambizione e confermano il potenziale dell’iniettore indossabile di garantire lo stesso elevato standard di efficacia già dimostrato con isatuximab per via endovenosa.”
Oltre agli studi IRAKLIA e IZALCO, Sanofi sta valutando anche la somministrazione di isatuximab per via SC tramite OBI nel trattamento di prima linea. Lo studio di fase 2 ISASOCUT, condotto dall’Università di Poitiers, sta valutando isatuximab in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone in pazienti adulti con MM di nuova diagnosi non eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali, mentre lo studio di fase 3 del German-speaking Myeloma Multicenter Group-HD8, condotto in collaborazione con il GMMG e il German Multiple Myeloma Study Group Consortium, sta valutando l’induzione con isatuximab SC-VRd in pazienti NDMM eleggibili all’ASCT. Inoltre, i risultati degli studi IZALCO, IRAKLIA e ISASOCUT saranno presentati durante l’European Hematology Association Congress che si terrà a metà giugno. L’abstract di IRAKLIA è stato anche selezionato per essere incluso nel Best of ASCO Program 2025, che si terrà in estate dopo l’Annual Meeting dell’ASCO. I dati di questi studi costituiranno collettivamente la base per le sottomissioni regolatorie a livello mondiale.
La somministrazione di isatuximab per via sottocutanea attraverso l’iniettore indossabile o la somministrazione manuale è in fase di sperimentazione e non è stata ancora approvata per l’utilizzo da alcuna autorità regolatoria. La sicurezza e l’efficacia di questa formulazione e di questo metodo di somministrazione non sono ancora state pienamente valutate.


