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Nasce l’Accademia italiana di roncologia

Può sembrare un problema banale, ma di fatto non lo è ed affrontare questo sintomo senza indugi significa non fare aggravare malattie che col tempo potrebbero rivelarsi anche gravi. Tanto che per studiarne le dinamiche, i segnali che il nostro corpo ci lancia con esso e le conseguenze sui vari organi del nostro organismo, tra cui quelli vitali come cuore e cervello, è nata una nuova disciplina medica: la roncologia, lo studio di ciò che tutti noi, banalmente, definiamo “russamento” e in termini medici “roncopatia”.
Nasce a tale scopo l’“Accademia italiana di roncologia”, presentata all’ospedale Auxologico San Luca di Milano, allineando tale disciplina medica alla Medicina del sonno in cui Auxologico è già da anni impegnata sia a livello di cura che di ricerca, anche in ragione del fatto che la roncopatia, nelle sue forme complicate, si manifesta associata a condizioni cliniche quali, tra le altre, l’obesità e le malattie metaboliche, le patologie cardiovascolari e quelle respiratorie. All’incontro hanno preso parte il presidente Mario Colombo e il direttore scientifico Gianfranco Parati di Auxologico, Andrea De Vito, otorinolaringoiatra, Vice-presidente AIR e responsabile dell’Unità Operativa Complessa ORL presso l’Ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì che ha parlato della fisiopatologia della roncopatia, Carolina Lombardi, specialista in Medicina del Sonno, direttore del  Centro di medicina del sonno di Auxologico – Lombardia e professore di Malattie dell’apparato cardiovascolare e respiratorio presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca che ha affrontato il tema dell’epidemiologia della roncopatia, Fabrizio Salamanca, otorinolaringoiatra, direttore del Centro di roncopatia di Auxologico Capitanio e presidente AIR che ha presentato i vari aspetti della diagnosi e della cura della roncopatia.
«La roncologia per definizione è lo studio del russamento», spiega la prof.ssa Carolina Lombardi. «Il russamento è un rumore respiratorio che può essere uno degli elementi sintomatologici più frequenti di un problema respiratorio nel sonno, come le apnee ostruttive nel sonno. Studiare il russamento e soprattutto identificarlo giocando d’anticipo ci permette di fare una diagnosi precoce di un eventuale problema eventuale di apnee notturne. Se ci sono delle apnee notturne, oltre al russamento di per sé, vanno trattate dal punto di vista clinico e questo ci permette di prevenire le complicanze più tipiche delle apnee, che sono la sonnolenza diurna, i disturbi cardiovascolari e le patologie cerebrovascolari».
Il dott. Fabrizio Salamanca, presidente AIR, ha illustrato le finalità e gli scopi della Accademia Italiana di Roncologia e gli aspetti diagnostici e terapeutici della roncopatia.
«La roncopatia e tutte le sue conseguenze ha cominciato ad essere oggetto di studio scientifico negli anni 70 proprio in Italia ma purtroppo per ancora tanti anni è stata poco riconosciuta in ambito medico, anche per la mancanza di tecnologie che ne permettessero una precisa diagnosi. Negli ultimi periodi, invece, è uno degli argomenti medici più studiati in tutto il mondo, con lavori scientifici sempre più numerosi ed importanti e con “nuove scoperte” che ne permettono una comprensione sempre più profonda. È un disturbo multidisciplinare, cioè che coinvolge varie discipline mediche e non mediche: l’Accademia è una associazione scientifica, senza scopo di lucro, e  nasce per dare una casa comune a tutte le figure che si occupano della Roncopatia, per favorire la condivisione delle conoscenze,   per organizzare e patrocinare eventi scientifici nazionali ed internazionali, teorici e pratici, e sempre aggiornati dalle più recenti ed innovative terapie».
«Possiamo rifarci a due studi importanti e completi del 2019, uno a carattere internazionale e l’altro nazionale. Il primo su Lancet Resiratory Medicine che dice che nel mondo tra i 30 ed i 69 anni si stima che 936 milioni di persone soffrono di roncopatia apneica e di  questi, 456 milioni di apnee gravi. E dice, inoltre,  che di questi pazienti solo il 3% si rivolge al medico per questo problema e solo il 50% di questi trova un medico competente che sa fare la diagnosi. Il lavoro nazionale del prof. Patrizio Armeni del Cergas SDA Bocconi sempre del 2019 dice che il 54% della popolazione adulta italiana soffre di roncopatia apneica ed il 65% è di genere maschile. Inoltre stima che il costo di tale patologia per l’Italia è di circa 31 Miliardi di euro l’anno tra costi sanitari diretti ed indiretti».
«La roncopatia è un disturbo respiratorio in sonno ed è dovuto al rilassamento muscolare delle prime vie aeree durante il sonno. Si riduce così  il calibro del lume aereo ed il passaggio dell’aria inspirata fa vibrare rumorosamente alcune strutture anatomiche molli creando il noto russamento, più o meno intenso. Purtroppo il restringimento delle prime vie aeree può arrivare addirittura a ridurre totalmente il passaggio dell’aria innescando episodi, più o meno prolungati, di apnea ostruttiva: il russamento da costante diventa intermittente proprio per il blocco respiratorio ciclico. È chiaro quindi che la roncopatia comprende vari quadri clinici, dal solo disturbo sociale al partner di letto, fino ad una vera e propria malattia, spesso grave che può arrecare importanti danni a vari apparati ed organi. I primi problemi alla salute sono ad esempio aumento della pressione arteriosa, aritmie cardiache, sonnolenza diurna, disturbi cognitivi, e altri. La roncopatia è un disturbo che colpisce solo la specie umana, perché solo gli esseri umani nella loro evoluzione hanno perso il “muso” ed hanno sviluppato il tratto anatomico chiamato “Orofaringe Collassabile”: un combinato disposto che dà spesso origine, durante il sonno, al collasso orofaringeo ed alla caduta posteriore della lingua che sono i più frequenti siti di origine del russamento e delle apnee ostruttive».
«I quadri clinici sono vari e con tipicità particolari ma cercando di essere più schematici possibili possiamo dire che ci sono fondamentalmente tre tipi di roncopatia. La roncopatia semplice: russamento continuo, creato da varie strutture anatomiche, al passaggio dell’aria inspirata durante il sonno. Crea spesso grandi disagi al compagno di letto, ma ancora non crea disturbo alla salute del russatore che non se ne accorge ed ha un sonno assolutamente ristoratore. La roncopatia patologica: russamento, ancora non complicato da apnee ostruttive, ma che non permette al russatore un sonno profondo e ristoratore, ma sempre molto superficiale, con frequenti risvegli incoscienti, che danno un sonno frammentato, non riposante,  con poi sonnolenza diurna e stanchezza al risveglio. La roncopatia apneica: russamento intermittente, cioè inframezzato da pause respiratorie, a volte prolungate. È una vera e propria patologia cronica multiorgano con sintomi diurni spesso molto importanti, basti solo pensare che circa il 22% degli incidenti stradali sono dovuti ad improvvisi accessi di sonnolenza diurna dovuti a sonno frammentato da apnee del sonno».
«Per quanto riguarda la roncopatia apneica uno studio importante ha prodotto tassi di prevalenza fino al 24% negli uomini e al 9% nelle donne, ma chiaramente se consideriamo anche il russamento semplice le percentuali aumentano molto ma sempre con un rapporto di circa 3 a 1 tra maschi e femmine. La donna, in età fertile, grazie alla presenza degli ormoni estrogeni ed il progesterone è più protetta dalla roncopatia rispetto all’uomo: infatti questi ormoni tendono durante il sonno a stimolare i muscoli che dilatano le prime  vie respiratorie impedendo importanti riduzioni del lume aereo. Dopo la menopausa l’incidenza della roncopatia tra uomo e donna è quasi la stessa. Nel nostro centro stiamo trattando sempre più pazienti di genere femminile: la donna ha preso di recente consapevolezza che la roncopatia può colpire anche lei e non solo il maschio, come si è pensato per decenni, ed inoltre la donna per il suo russamento  soffre di un imbarazzo decisamente superiore a quello dell’uomo. La roncopatia presenta varie differenze di genere, tra le più importanti è la maggior sottostima della patologia e la maggior gravità nel genere femminile, soprattutto per il sistema cardiovascolare».
«Le novità in ambito di roncopatia sono molte, sia in ambito diagnostico che in ambito terapeutico.  Nella diagnosi la più importante è stata l’introduzione della Sleep Endoscopy, cioè un esame endoscopico durante un sonno indotto farmacologicamente, della durata di circa 10-15 minuti, che ci permettere di vedere e filmare esattamente i punti “russanti” ed i siti “ostruttivi” delle prime vie aeree proprio mentre il paziente sta dormendo. Questo esame, anche grazie ad alcune manovre che vengono eseguite,  ci fa capire immediatamente quali possano essere le terapie migliori per quel caso. Nell’ambito della terapia ci sono importanti novità chirurgiche, odontoiatriche, ed anche farmacologiche con principi attivi che aiutano a migliorare il tono muscolare delle vie aeree, a combattere la sonnolenza diurna ed a ridurre i risvegli frequenti. Gli studi in tutti questi ambiti sono in forte attività e la nostra Accademia vuole essere un ulteriore stimolo specie per i colleghi più giovani. Anche in questa disciplina sta entrando l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (es. machine learning e deep learning, sia per quanto riguarda una diagnosi sempre più precisa e precoce, ma anche per implementare l’efficacia delle varie terapie: ma questi processi necessitano sempre della supervisione umana competente».
«Il Centro di diagnosi e cura della roncopatia di Auxologico Capitanio ha come sui obiettivi proprio la diagnosi ed il trattamento di questo disturbo respiratorio così subdolo. Subdolo perchè compare durante il sonno, perché il paziente è l’ultimo ad accorgersene, perché origina nelle prime vie aeree ma crea danni a tutti gli altri organi, in particolare al sistema cardio-vascolare ed al sistema nervoso. Inoltre è un disturbo cronico che una volta insorto, se non trattato, tende a rimanere per tutta la vita ma con una progressione di gravità importante. Quindi la finalità principale della nostra attività assistenziale specialistica è quella  di arrivare il prima possibile ad una diagnosi precoce per poter interrompere il pericoloso peggioramento. Quando curiamo il russamento semplice, non ancora complicato dalle apnee, oltre che bloccarne l’evoluzione, riusciamo anche a dare una migliore qualità della vita relazionale, ripristinando sonni più tranquilli e  notti più “silenziose”».

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