“Bambini e giovani hanno diritto a vivere in un ambiente che non attenti alla loro salute”. È questo l’appello lanciato dagli scienziati e ricercatori che si riuniranno domani a Chieti per la seconda conferenza internazionale di Medicina Ambientale organizzata da Sima e Mdpi presso l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara in occasione dell’annuale celebrazione della giornata mondiale dedicata alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
A dare “voce” a questo fondamentale diritto è un testimonial d’eccezione, il cantante Al Bano Carrisi che, assieme al portavoce nazionale Unicef Italia Andrea Iacomini e al vicario del Vescovo di Taranto per le questioni ambientali don Antonio Panico, si è unito alla battaglia per la salute dei più piccoli. Una strage silenziosa, considerato che ogni anno, nel mondo, oltre 400mila bambini e adolescenti ricevono una diagnosi di tumore maligno: uno ogni tre minuti.
“Serve un cambio di prospettiva che parta da noi medici, epidemiologi e addetti ai lavori perché non è possibile rassegnarsi all’inesorabile aumento del numero di nuovi casi annui di tumori in età pediatrica, con una media del +2% l’anno e punte del +3,2% addirittura nel primo anno di vita, né ci si può limitare a registrare i casi di malattia e i decessi. Purtroppo il cancro è la prima causa di morte per malattia in età pediatrica e questo non è accettabile” – spiega Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale.
Secondo il Prof. Liborio Stuppia, noto genetista e oggi Rettore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, “La chiave di lettura dell’aumento dei tumori osservato nei bambini e nelle fasce più giovani di popolazione è il modello epigenetico ovvero il complesso di esposizioni ambientali che attivano gli interruttori di accensione degli oncogeni e spengono i geni oncosoppressori, talora già nel grembo materno”.
L’epidemiologo Prof. Prisco Piscitelli, Segretario Generale della European Medical Association, aggiunge: “Secondo i dati internazionali l’Italia è ai primi posti al mondo per incidenza i tumori pediatrici. Il numero di nuovi casi annui di tumori pediatrici ha toccato le 2.400 unità, di cui un terzo sono leucemie, seguiti dai tumori del sistema nervoso centrale e dai linfomi, ma c’è anche una quota di tumori ossei e renali e tumori più tipicamente associati con esposizioni ambientali come i sarcomi dei tessuti molli. Nuove evidenze supportano il ruolo dei cancerogeni ambientali in chiave epigenetica quale possibile spiegazione della transizione epidemiologica che stiamo osservando. La sfida è quella di adottare una nuova visione della medicina e dell’epidemiologia che sia in grado di migliorare il mondo in cui viviamo”.
Nell’occasione dell’incontro si discuterà anche dei danni procurati all’ambiente e alla salute dall’attività dello stabilimento ILVA e dei diritti negati ai bambini di Taranto. Lo studio nazionale SENTIERI V, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità, ha evidenziato nel periodo 2001-2013 che i nuovi casi di tumori maligni tra i più giovani che vivono nelle zone inquinate ricomprese nei 41 SIN sono cresciuti del 9%. Tra 0 e 24 anni l’eccesso di incidenza” rispetto a coetanei che vivono in zone considerate non a rischio è del 62% per i sarcomi dei tessuti molli, 66% per le leucemie mieloidi acute, 50% per i linfomi Non-Hodgkin e 36% per i tumori al testicolo.


