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L’Emilia-Romagna fa rete contro l’Alzheimer

Sono oltre 11mila ogni anno in Emilia-Romagna le nuove diagnosi di demenza senile – la malattia di Alzheimer è la forma più frequente – con una stima complessiva di 74mila persone malate e oltre 100mila quelle coinvolte, se si considerano anche i familiari che se ne prendono cura. Non esiste una terapia in grado di guarire l’Alzheimer e in futuro rischia di diventare una delle principali forme d’invalidità: gli 800mila i malati di Alzheimer in Italia raddoppieranno entro il 2050.
Ora contro la malattia che ruba la mente, in Emilia-Romagna esiste uno strumento in più: il Fondo Alzhimer 360° è il primo fondo permanente creato da un’associazione – Amici di Casa Insieme di Cesena – che raccoglie donazioni singole o di rete, che finora sono arrivate da 8 Associazioni Alzheimer dell’Emilia-Romagna ma anche da privati cittadini e dai runner solidali che corrono la Maratona Alzheimer, che ogni anno a settembre traccia il suo percorso tra i paesaggi della Romagna collinare e marittima.
Grazie alle donazioni raccolte in meno di un anno, oggi prendono vita due progetti diversi ma con l’obiettivo comune di arrivare prima della malattia: una ricerca triennale presso la Fondazione Iret di Ozzano – ente di ricerca scientifica in campo biomedico, dedicata allo studio delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale – e decine di “Laboratori benessere” sul territorio regionale. Nel primo caso si studia il decorso della patologia anche prima che compaiano i sintomi cognitivi, per agire nella fase asintomatica con l’obiettivo di ritardare la comparsa dei sintomi, contrastando l’insorgenza e la progressione della malattia; nel secondo caso si lavora sulla prevenzione delle malattie neurodegenerative facendo leva su alimentazione, attività̀ fisica, attività̀ cognitiva, socializzazione.
Gli studi preclinici hanno indicato che alterazioni cellulari e molecolari compaiono nel cervello ben prima che i segni conclamati di malattia siano manifesti. Proprio su questo lavorerà il giovane ricercatore della Fondazione Iret di Ozzano Emila (Bologna) che per tre anni si dedicherà al progetto: il cuore della ricerca è quello di studiare il decorso della malattia anche prima che compaiano i sintomi cognitivi, per indagarne gli aspetti istopatologici, ancora poco esplorati, e ipotizzare un ruolo causale nella progressione della malattia stessa.
Del morbo di Alzheimer ad oggi si sa che è in drammatico aumento e che accanto al 4% dei casi per i quali si riconoscono cause genetiche, nel 96% dei casi la malattia si sviluppa senza cause conosciute: gli studi epidemiologici hanno indicato che una serie di fattori, legati a co-morbilità e “stile di vita”, modificano l’incidenza di malattia.
A queste evidenze mancano, però, due elementi chiave per poterle utilizzare in strategie cliniche: conoscere con precisione i meccanismi molecolari e cellulari sui quali interviene la malattia; conoscere la finestra temporale per eventuali interventi terapeutici, farmacologici e non. La ricerca andrà ad indagare proprio questi aspetti e i risultati saranno poi la base per individuare contromisure atte a rallentarne il più possibile il decorso naturale della malattia.
I “Laboratori benessere” sono interventi psicoeducativi di promozione della salute dedicati a persone con più di sessant’anni di età – senza deterioramento cognitivo – che verranno attivati su tutto il territorio regionale: dieci incontri di gruppo di un’ora e mezza ciascuno, a cadenza settimanale condotti da uno psicologo, con esperienza nel campo dell’invecchiamento, e da un esperto in alimentazione e attività fisica. Ideati dall’Associazione Amici di Casa Insieme e già sperimentati dal 2013 al 2016 nel comprensorio di Cesena, hanno coinvolto finora 400 persone, e ora saranno realizzati in rete con altre Associazioni Alzheimer della Regione Emilia Romagna e ospitati nei centri sociali, quartieri o sedi messe a disposizione da enti partner.
L’obiettivo è quello di favorire la consapevolezza e l’adozione di stili di vita sani per contrastare l’insorgenza di disturbi neurodegenerativi e aiutare le persone a diventare protagoniste della propria salute, aumentando i livelli soggettivi di benessere.
Il programma di ciascun laboratorio prevede tre tematiche prevalenti: la memoria; l’alimentazione (perché è importante mangiare bene, come introdurre la dieta mediterranea, riferimento per una dieta sana ed equilibrata, nella vita quotidiana); l’attività fisica.
Il Fondo Alzheimer 360°, patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, dimostra che tante piccole realtà associative unite su un obiettivo comune sono in grado di dare una speranza concreta, intraprendendo un percorso di contrasto alla malattia di Alzheimer.

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