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La chirurgia robotica per ridurre gli effetti invasivi negli interventi sulle malattie infiammatorie croniche intestinali

Durante un incontro che si è svolto recentemente a Firenze presso l’Ospedale di Careggi, si è analizzato il tema degli interventi chirurgici legati alle malattie infiammatorie croniche intestinali – MICI -, attuati con l’ausilio della chirurgia robotica. In particolare come ha sottolineato il Dottor Stefano Scaringi, chirurgo dell’equipe di chirurgia dell’apparato digerente dell’Ospedale di Careggi, i pazienti che soffrono di patologie come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa, a causa di stenosi del tratto intestinale sono costretti a ricorrere a frequenti interventi chirurgici, si ha a che fare con pazienti che subiscono anche dieci o più operazioni nel corso della loro vita. Ogni intervento pone la problematica di preservare il più possibile i tratti di apparato intestinale sano che si alternano a quelli affetti dalla patologia su cui si rende necessario operare. “Per questo motivo -ha precisato il Dottor Scaringi- stiamo mettendo a punto delle tecniche chirurgiche robotiche in laparoscopia, per rendere meno invasivi questi interventi e preservare il più possibile la funzionalità dell’apparato intestinale, anche dopo aver subito numerosi interventi.”

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