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Per l’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo”, centro di riferimento regionale e interregionale per le gravidanze a rischio, la valutazione del benessere fetale e il controllo della salute delle gestanti, in particolare nei casi di gravidanze a rischio, è un aspetto fondamentale.

In tale contesto, una delle metodiche universalmente riconosciute di maggior impatto clinico è la cardiotocografia, ovvero la strumentazione che permette di rilevare elettronicamente la frequenza cardiaca fetale e l’attività contrattile dell’utero. Si tratta dell’utilizzo di apposite apparecchiature, chiamati monitor fetali o cardiotocografi, che attraverso l’uso di sonde posizionate sull’addome delle future mamme permettono di rilevare il battito cardiaco del feto, consentendo di valutarne lo stato di benessere, identificando le situazioni a rischio di “stress”. I segnali rilevati sono visualizzati sul monitor che medici e ostetriche possono tenere sotto controllo. Tutto ciò consente di individuare prontamente le situazioni che necessitano di un intervento immediato, permettendo di diminuire drasticamente i casi di eventi avversi durante la fase prenatale.

Grazie a un investimento di circa 131mila euro, 49mila dei quali messi a disposizione dalla Fondazione CRTrieste, il Burlo ha rinnovato tutto il “parco macchine” delle sale parto e del reparto gravidanza a rischio. In particolare, sono stati acquisiti quattro cardiotocografi portatili per le quattro sale parto, uno per la sala cesarei e altri quattro per il reparto gravidanza a rischio con i suoi 12 posti letto. A ciò si sono aggiunti due centrali di monitoraggio che consentono di visualizzare contemporaneamente i tracciati di tutti i cardiotocografi, permettendo agli operatori di avere una pronta visione dell’attività in essere, soprattutto nelle situazioni in cui la necessità di assistenza continua, non consenta, soprattutto al personale di reparto, di spostarsi continuamente tra i posti letto per la verifica del tracciato cardiotocografico.  Per la sala parto, inoltre, sono state acquisite anche due telemetrie che consentono di utilizzare i sensori in modalità wireless e, quindi, permettono alle gestanti la possibilità di muoversi durante il travaglio, rimanendo sempre monitorate.

«Un grazie alla Fondazione – ha dichiarato il vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi – che conferma la sua sensibilità a sostengo del sociale, partner importante e certo nel nostro lavoro».

Da parte sua il direttore generale dell’Irccs, Stefano Dorbolò ha affermato che: «Il rinnovamento e l’acquisizione di nuove apparecchiature ad alta valenza specialistica costituisce per questo Istituto, uno dei fondamenti del programma di sviluppo aziendale. Ogni gesto volto a sostenerci pertanto è particolarmente gradito e rappresenta un contributo importante per l’Istituto. Da sempre la Fondazione CRTrieste ha dimostrato di essere attenta alle necessità del nostro Istituto. Al Presidente avvocato Tiziana Benussi e a tutta la Fondazione pertanto va il nostro ringraziamento per questo nuovo contributo all’acquisto di un importante sistema che ci consentirà di qualificare ulteriormente l’assistenza specialistica e l’appropriatezza delle cure».

«La tutela della salute, connessa alle nuove tecnologie applicate alla medicina, è da anni uno degli elementi caratterizzanti degli interventi della Fondazione CRTrieste per dotare le strutture pubbliche di strumenti nuovi e sempre più avanzati a beneficio delle attività diagnostiche e quindi dell’assistenza ai pazienti», sono le parole del Presidente avvocato Tiziana Benussi. 

«Abbiamo rinnovato completamente il parco apparecchiature della sala parto e del reparto gravidanza a rischio – spiega l’ingegner Francesco Barbagli, referente dell’Ingegneria Clinica dell’Irccs triestino – in modo da avere lo stesso modello di apparecchiatura in ogni postazione dei due reparti interessati, permettendo una notevole semplificazione nella gestione dei pazienti e delle apparecchiature, uniformando procedure e dispositivi. Con le centrali di monitoraggio e le importanti dotazioni di accessori dei singoli monitor, dovremmo ottenere significativi miglioramenti nella cura delle nostre pazienti». 

«Il nostro dipartimento – chiarisce – il dottor Gianpaolo Maso, responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale della Gravidanza a Rischio – vanta una grande tradizione nell’utilizzo di metodiche adiuvanti per la valutazione del benessere fetale. Nell’ambito della gravidanza a rischio, la cui frequenza è in sensibile aumento, la cardiotocografia soprattutto se computerizzata, riveste un ruolo fondamentale nel gestire al meglio questa gravidanza. È indubbio che l’esperienza e la conoscenza maturata nel tempo nel campo della sorveglianza del benessere fetale e l’utilizzo di strumentazione all’avanguardia fanno sì che il nostro Istituto continui a perseguire il miglioramento della qualità delle cure in termini di appropriatezza negli interventi e riduzione degli esiti avversi materno-neonatali». 

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