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Conoscere bene il nemico per meglio combatterlo e avere il maggior numero di possibilità nell’affrontarlo. La massima del generale cinese Sun Tzu risulta quanto mai attuale nella lotta al tumore del polmone, che nel 2020 ha contato in Italia circa 41mila nuove diagnosi, con una netta prevalenza maschile. Seconda neoplasia più frequente tra gli uomini e terza tra le donne, il tumore al polmone ha causato 34mila decessi nel 2021 e risulta in oncologia la prima causa di morte tra gli uomini e la seconda tra le donne.

La sua capacità di mimetizzarsi causa ritardo nella diagnosi: spesso è asintomatico o innesca una sintomatologia che viene confusa con quella di altre patologie e si presenta con diverse “identità”. In particolare, nell’85% dei casi ci si trova di fronte ad un tumore del polmone non a piccole cellule, una forma che, a sua volta, nel 60% dei casi presenta specifiche alterazioni genetiche come per esempio la mutazione KRASG12C, una delle più frequenti, che colpisce circa 1 paziente su 8.

La ricerca scientifica ha portato allo sviluppo di test molecolari che si basano su metodiche avanzate, come la tecnologia NGS, in grado di individuare le alterazioni genetiche a oggi rilevabili, eseguendo più analisi contemporaneamente su un unico campione di tessuto e quindi in tempi più brevi rispetto alle analisi sequenziali dei test standard. Questo rappresenta un importante vantaggio specie quando la neoplasia viene scoperta in stadio avanzato e si ha a disposizione una ridotta quantità di tessuto da poter analizzare. 

«Si tratta di una risorsa diagnostica molto importante, perché permette di ottenere la ‘carta d’identità’ del carcinoma con il minore disagio possibile per il malato – afferma Bruno Aratri, presidente dell’Associazione IPOP Onlus. «Purtroppo, al momento questa tipologia di test non è presente in eguale misura nelle diverse strutture sanitarie a livello nazionale. È allora fondamentale che le istituzioni e le stesse associazioni lavorino insieme, affinché la distribuzione diventi più capillare, facilitandone l’accesso ai pazienti che ne possono trarre un fondamentale beneficio ai fini di una diagnosi quanto più tempestiva e precisa possibile».

Individuare l’identikit del tumore al polmone NSCLC è un fattore strategico perché consente in diversi casi di impostare terapie mirate, capaci di rallentare l’evoluzione della neoplasia.

«Oltre alla tempestività, è sicuramente la precisione della diagnosi che può fare la differenza in quel 30% di pazienti affetti da NSCLC che possono essere trattati con i farmaci a bersaglio molecolare. E la percentuale è destinata a crescere in fretta grazie ai risultati ottenuti dalla ricerca – osserva Silvia Novello, Ordinario Oncologia Medica, Università di Torino, Responsabile SSD Oncologia Polmonare, AOU “San Luigi Gonzaga” di Orbassano e Presidente di WALCE Onlus. «Un caso emblematico riguarda la mutazioneKRASG12C, che in Italia conta ogni anno 4.500 casi e che finora era possibile affrontare solo con un approccio standard, basato su chemioterapia e immunoterapia, e con risultati spesso meno soddisfacenti rispetto alla media generale. Di recente la Commissione Europea ha autorizzato la prima terapia specifica per pazienti con NSCLC in stadio avanzato con mutazione KRASG12C che siano già stati sottoposti ad un precedente trattamento sistemico. La possibilità di ricorrere a un farmaco a bersaglio molecolare, nell’ambito di quella che viene chiamata “medicina di precisione”, è destinata a cambiare la pratica clinica, offrendo nuove speranze a chi è stato colpito da questa forma di tumore polmonare».

Conoscere il nemico per meglio combatterlo vale non solo per i medici, ma anche per i pazienti: per questo Amgen promuove in collaborazione con IPOP e WALCE Onlus la campagna digital “L’esame più importante della tua vita”. Questa iniziativa vuole contribuire a informare i pazienti sul ruolo giocato dalle possibili alterazioni genetiche del tumore al polmone, stimolando un approfondimento con lo specialista sulle opzioni oggi disponibili per individuarle con precisione. Sempre con l’obiettivo di contribuire all’educazione e informazione, sui siti associazione-ipop.org, womenagainstlungcancer.org e www.amgen.it sarà disponibile un questionario per approfondire la conoscenza della patologia: rispondendo online e in modo anonimo a 11 specifiche domande, i pazienti e i caregiver possono acquisire gli elementi utili per affrontare il percorso terapeutico oncologico in modo più consapevole e attivo. 

«Ogni paziente, lo sappiamo, è diverso dall’altro e ha una storia unica che lo caratterizza. Anche il tumore, e in particolare quello al polmone, si presenta in forme differenti e molteplici, a seconda della mutazione che lo origina: individuare quella specifica, come nel caso della KRASG12C, può fare la differenza nel percorso di cura – commenta Maria Luce Vegna, direttore medico Amgen Italia. Con l’esame più importante della tua vita Amgen conferma la sua vocazione a collaborare con realtà associative per contribuire a rendere più consapevoli pazienti e caregiver sulla natura stessa della malattia oncologica. L’iniziativa, sviluppata insieme alle associazioni WALCE Onlus e IPOP, vuole contribuire a migliorare la qualità della vita, rendendo più serena la convivenza con il tumore. Una prospettiva che ha il suo punto di partenza fondamentale in una diagnosi precisa».

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