Chi è Mister Parkinson? È un essere “detestabile” che invade il corpo con effetti speciali per il giornalista Vincenzo Mollica, mentre è descritto come un “infiltrato pronto a fare danni” da 1 persona con Parkinson su 31. Mister Parkinson è difficile da identificare e sembra che nemmeno il tremore possa essere un segno di riconoscimento: 1 paziente su 2, infatti, non trema mai o lo fa raramente e per oltre la metà il tremore non è il sintomo più insopportabile, né quello più imbarazzante. Così il documentario “Dialoghi con Mr. Parkinson” getta via la maschera, anzi le maschere, di Mister Parkinson: una malattia neurodegenerativa multiforme che colpisce più di 300mila italiani con una grande varietà di sintomi, oltre 40, che si combinano tra di loro in modo e con intensità differente in ogni persona. Ne deriva un indice di impatto sulla vita quotidiana elevato in più di 1 caso su 2: secondo l’indagine “Parkinson: uno, nessuno e centomila” condotta su oltre 500 pazienti e caregiver i ritmi si fanno più lenti, i movimenti diventano faticosi, la stanchezza è spesso invalidante, ci si sente limitati nel tempo libero e nei viaggi così come sul lavoro.
Mister Parkinson è la personificazione della stessa malattia. È dunque complesso e multiforme, irrompe nella vita delle persone e crea scompiglio. Nel documentario “Dialoghi con Mr. Parkinson” conversa con tre pazienti, un medico e una caregiver: così pian piano l’irridente e cattivo Mister Parkinson lascia il posto a un intruso un po’ meno cinico, che confessa la propria ammirazione per le storie di carattere di Giangi, Valentina e Roberto, tocca con mano l’amore incondizionato di Rossana per il marito Alberto e l’impegno clinico del professore Paolo Calabresi. Mister Parkinson riceve anche una lettera speciale firmata da Vincenzo Mollica: “Detestabile Mister Parkinson. Inizio così questa lettera perché lei non merita le tipiche cortesie epistolari, non è né Caro né Gentile. Da quando è entrato nel mio corpaccione e lo abita con tutti i suoi effetti speciali – racconta Mollica nel documentario – ho capito una sola cosa: che lei non sparirà mai e che io posso al massimo rallentare la sua presenza. Forse l’unico modo per combatterla, Mister Parkinson, è di cercare la serenità, di non smettere di usare l’arma dell’ironia e di avere in tasca sempre qualche sorriso da usare nei momenti più bui”.
Nel documentario anche il Presidente della Confederazione Parkinson Italia Giangi Milesi ha dialogato con Mister Parkinson: “Abbiamo realizzato Dialoghi con Mr. Parkinson per raccontare la malattia e la sua complessità, che va ben oltre i tremori e i problemi di movimento, a tutti gli italiani, ma soprattutto per celebrare la capacità dei pazienti, dei caregiver e della scienza di reagire alla sua invadenza. Sì, perché la convivenza con Mister Parkinson è come una partita a scacchi: ogni volta che si crede di avere imparato a gestirlo, arriva un nuovo sintomo che scombussola i piani. Così, il segreto per fronteggiarlo sta nel riconoscere chi si ha di fronte e nel trovare un nuovo equilibrio facendo leva sulle proprie risorse interiori e sull’aiuto di chi ci sta accanto”.
La grande maggioranza dei pazienti sapeva poco o nulla del Parkinson prima della diagnosi e non si aspettava una tale molteplicità di sintomi. A sorpresa, infatti, il tremore non è il sintomo più frequente in più di 1 caso su 2, né quello più insopportabile o imbarazzante. Al contrario molti pazienti convivono, sempre o quasi sempre, con la lentezza nei movimenti e la rigidità muscolare, le difficoltà nella scrittura e la perdita di equilibrio, ma anche con sintomi non motori come i disturbi del sonno, i problemi alla voce, il dolore, la stanchezza e le ripercussioni sull’umore. “Il Parkinson ha un impatto molto pesante sulla qualità di vita delle persone anche alla luce dei suoi numerosi sintomi che possono essere di tipo motorio, ma anche non motorio. Una molteplicità di manifestazioni che richiede un approccio altrettanto plurale. È dunque importante – spiega Paolo Calabresi, Ordinario di Neurologia, Università Cattolica e direttore della UOC Neurologia al Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs – aiutare le persone a coltivare momenti di socialità, a eseguire attività fisica leggera con le camminate aerobiche che hanno dimostrato effetti molto positivi sui pazienti e altri passatempi come la danza, l’attività teatrale, l’ascolto di musica e la pittura”.


