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Il rame antimicrobico si conferma una scelta preferenziale per la sicurezza dei mezzi di trasporto

La pandemia di COVID-19, che ancora costituisce una delle principali preoccupazioni in ambito sanitario, ha portato alla ribalta l’esigenza di utilizzare sempre di più prodotti antimicrobici autodisinfettanti soprattutto nei luoghi ad alta frequentazione come gli uffici pubblici, le scuole e soprattutto i mezzi di trasporto. Una soluzione che si era già dimostrata promettente in altri settori, ma che non era mai stata adeguatamente convalidata per il settore dei trasporti è stata la scelta del rame.

Il rame e le leghe di rame sono superfici antimicrobiche in quanto possono eliminare i virus e batteri in tempi brevissimi, riducendo i rischi di diffusione e trasmissione di infezioni. Tra i patogeni che il metallo può eliminare ci sono E. Coli, Salmonella, MRSA, Campylobacter, Legionella Pneumophila; virus come quelli influenzali, Rotavirus, l’HIV e i Coronavirus, incluso il SARS-CoV2.  

Sulla base di queste evidenze scientifiche TransLink, la società che gestisce i trasporti regionali a Vancouver in Canada ha iniziato a testare i materiali antimicrobici sui propri veicoli nel 2020, in uno studio pilota di tre mesi, che ha rilevato come il Cu applicato nei mezzi di trasporto testati abbia ucciso il 99,9% di tutti i batteri nell’arco massimo di un’ora. Lo studio è stato svolto in collaborazione con la Coalition for Community & Healthcare Acquired Infection Reduction, Vancouver Coastal Health e il Dipartimento di Ingegneria dei Materiali dell’Università della British Columbia, come estensione di precedenti test svolti sulle superfici di Cu applicate negli ospedali.

Lo studio pilota, insieme a precedenti studi sul rame negli spazi pubblici, ha dimostrato che Cu aveva il potenziale per migliorare notevolmente l’igiene delle superfici ad alto contatto; tuttavia, rimanevano dubbi inerenti la durata a lungo termine e, l’efficacia sia per i batteri, che per i virus dopo un uso prolungato del rame nelle particolari condizioni del trasporto pubblico. A tal fine è stato svolto uno studio di Fase 2 che è stato avviato nel settembre 2021 e si è concluso nel dicembre 2022, reclutando il TTC e il Mount Sinai Hospital di Toronto per consentire un confronto del Cu in due ambienti climatici differenti, oltre a consentire la valutazione di ulteriori tipi di veicoli di transito.

Ai fini dello studio di Fase 2 sono stati testati 3 diversi prodotti e nello specifico: un rivestimento in Cu, ovvero un processo di fabbricazione termica che può essere applicato direttamente ai montanti o a qualsiasi altra superficie dura, compresa la plastica; una decalcomania Cu, ovvero una pellicola adesiva in lega che può essere applicato direttamente sui montanti degli autobus o su altre superfici piane; una copertura in lega di rame su misura per le aste di appoggio Ci si aspettava che questo prodotto avesse la migliore durata in quanto era una solida copertura metallica. Tuttavia, questa era anche l’opzione più costosa. Il potenziale per una maggiore durata a un costo più elevato è stato di notevole interesse nella valutazione di questo prodotto.

Lo studio è consistito sia in test mensili sui veicoli, per valutare l’applicazione nel mondo reale, sia in test in laboratorio bimestrali per verificare i risultati in un ambiente controllato. Le valutazioni erano suddivise in due categorie: Durabilità e Attività antimicrobica. Gli audit sono stati condotti da Westech, un gruppo di terze parti con esperienza negli audit di pulizia per ospedali e altri spazi pubblici e, sono stati condotti da una a tre ore dopo il picco di traffico mattutino. Questa tempistica ha ridotto al minimo le possibilità di avere una conta batterica molto bassa sia sul prodotto che sulla superficie di controllo a causa dell’essiccazione dei microrganismi.

I test batterici triplicati delle superfici veicolari sono stati condotti e inviati ai laboratori di microbiologia medica del Vancouver General Hospital e del Mount Sinai subito dopo il campionamento.

È stato inoltre eseguito un singolo campione per la misurazione dell’adenosina trifosfato su tutte le superfici dello studio. L’ATP è un composto organico che è fondamentale per molti processi di dispendio energetico nelle cellule viventi rilevabile anche nelle cellule da poco giunte al termine del ciclo vitale. Pertanto, può essere un’utile misura della vitalità cellulare o della materia organica presente

Dopo 12 mesi di utilizzo sul campo, la combinazione di tutti e tre i prodotti a base di Cu ha mostrato una riduzione del 42,7% del CFU rispetto ai montanti, un numero batterico molto più basso rispetto a quanto riportato in precedenza in letteratura. Le ragioni della minore conta batterica rilevata sono state probabilmente molteplici: riduzione del numero di passeggeri durante la pandemia, diminuzione dei batteri sulle superfici ad alto contatto grazie all’uso di guanti e maschere e una generale e più diffusa attenzione nell’evitare di toccare superfici potenzialmente contaminate. La riduzione della conta batterica nei campionamenti di controllo probabilmente ha contribuito a sottostimare gli effetti antimicrobici del Cu.

Tutti i prodotti Cu hanno mostrato un’eccellente efficacia antivirale contro i surrogati del norovirus e del coronavirus dopo due ore, indipendentemente dal disinfettante utilizzato nei 200 cicli di pulizia simulata o con l’applicazione di sudore artificiale. I prodotti a base di Cu hanno ucciso in media il 97,5% del surrogato del coronavirus entro due ore, con gran parte dell’attività antivirale verificata entro la prima ora. Il surrogato del norovirus umano aveva una cinetica di uccisione del tempo più lenta, ma ha dimostrato una riduzione del 99,5% dell’attività virale dopo due ore di esposizione. Questo dato è coerente per tutti i prodotti in Cu.

“Il rame antimicrobico – commenta Roberto Bertollini Presidente del Copper Action Hub, il board indipendente composto da esperti internazionali che ha l’obiettivo di studiare e implementare l’applicazione e l’uso più efficiente del rame e già membro del Comitato Scientifico su Salute, Ambiente e Rischi Emergenti della Commissione Europea e precedentemente rappresentante dell’OMS presso l’UE –   si è rivelato un’opzione efficace per migliorare l’igiene delle superfici tattili durante il trasporto. Ciò è stato dimostrato sia attraverso i test sui veicoli che nei risultati di laboratorio. Oltre ai risultati positivi in termini di efficacia antimicrobica, i prodotti sono risultati durevoli e resistenti dopo 12 mesi di utilizzo. I prodotti non hanno mostrato alcuna riduzione significativa dello spessore e non hanno mostrato segni di scioglimento dopo un uso prolungato durante il trasporto”.

Questi dati molto significativi – afferma Claudio Pinassi, CEO di KME Italy SpA. – confermano l’importanza della scelta compiuta anche in Italia, nell’aeroporto di Linate, dove è stata utilizzata la linea di rame antimicrobico SaCup su tutte le superfici a maggior contatto come i corrimani presenti lungo le scale, le maniglie dei carrelli porta bagagli e i sostegni nei bus interni all’aeroporto – Grazie all’utilizzo del rame sulle superfici a maggiore contatto, i passeggeri possono muoversi con più tranquillità ed in totale sicurezza”.

“Sebbene lo studio sia stato ampiamente positivo, ci sono alcune considerazioni di cui le società del settore trasporti dovrebbero tener conto – afferma Vincenzo Loconsolo, Presidente della Commissione tecnica “Metalli non ferrosi” di UNI, già direttore dell’Istituto Italiano del Rame, membro del Copper Action Hub. “Il Rame antimicrobico è uno strumento per migliorare la sanificazione delle superfici, ma non sostituisce del tutto la pulizia e la disinfezione. Infatti, una superfice sporca può ridurre l’effetto antimicrobico del CU. Se poi estendiamo il discorso alle leghe di rame occorre fare attenzione al fatto che alcuni passeggeri potrebbero essere allergici a metalli utilizzati nelle leghe, come il nichel”.

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