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Fibrodisplasia Ossificante Progressiva: dimostrato l’impatto debilitante della malattia nel corso della vita del paziente

Ipsen annuncia la pubblicazione dello Studio di Storia Naturale della Fibrodisplasia Ossificante Progressiva su “Genetics in Medicine”, la rivista ufficiale dell’American College of Medical Genetics and Genomics. È la prima volta che viene effettuata una valutazione globale, prospettica e longitudinale della FOP, con un periodo di osservazione di 36 mesi.
I risultati hanno dimostrato l’impatto debilitante e la natura progressiva della malattia, con la maggior incidenza di nuove ossificazioni eterotopiche durante l’infanzia e la prima età adulta.

“Gli studi di storia naturale sono fondamentali per la comprensione delle malattie ultra-rare con elevati bisogni non soddisfatti, come la FOP, e ci consentono di approfondire la conoscenza dello sviluppo naturale della malattia, della diagnosi, delle tecniche di monitoraggio, dei potenziali biomarcatori e dei parametri di misurazione dei risultati”, afferma il dott. Robert Pignolo, Professore di Medicina Geriatrica, Mayo Clinic. “È il primo studio di questo tipo che segue la progressione della FOP per tre anni. Questi risultati confermano l’impatto significativo della malattia sulle persone che ne sono colpite. Inoltre, faciliterà la valutazione degli endpoint significativi da utilizzare nello sviluppo delle nuove terapie, fortemente necessarie per i pazienti con FOP”.

I risultati dello Studio di Storia Naturale hanno dimostrato che al mese 36, nell’intera popolazione oggetto di studio, in media 2,6 aree del corpo sono interessate dall’insorgenza di una nuova HO; il valore risulta più elevato nell’età compresa tra i 2 e gli 8 anni ed inferiore tra i 25 e i 65 anni.
Tuttavia, nonostante le persone tra i 25 e i 65 anni presentino volumi più bassi di nuove HO alla visita annuale, circa il 70% ha continuato ad accumulare nuove HO per tutta la durata dello studio.
Questi dati confermano la natura progressiva della FOP secondo un modello di evoluzione caratteristico: un accumulo di HO nelle persone più giovani, a partire dalla zona superiore del corpo con successivo interessamento delle zone inferiori.

La valutazione delle riacutizzazioni ha mostrato complessivamente 229 eventi in 82 persone, più comunemente nella parte alta della schiena, nell’anca e nella spalla.
Le persone tra i 2 e gli 8 anni hanno una maggiore probabilità di presentare più di una riacutizzazione nel corso dello studio.
Tra coloro che hanno sviluppato riacutizzazioni, i sintomi più comuni sono stati dolore e gonfiore dei tessuti molli. Gli esami di imaging nelle aree di riacutizzazione hanno rivelato la presenza di HO al momento della riacutizzazione, e numerose persone hanno continuato ad avere nuove HO nelle 12 settimane seguenti.

Inoltre, lo studio ha valutato la compromissione funzionale, i cambiamenti nella funzione articolare in associazione con HO, la necessità di assistenza, dispositivi di assistenza e adattamenti, e le condizioni mediche. Nella popolazione analizzata, il volume totale di HO e i nuovi AADA sono aumentati durante lo studio, con più di 9 persone su 10 che hanno utilizzato almeno un nuovo AADA durante lo studio, suggerendo che l’utilizzo di AADA potrebbe essere un indicatore di real-world della compromissione della mobilità nella FOP. Al contrario i pazienti hanno riferito cambiamenti non significativi negli esiti funzionali, probabilmente a causa della durata dello studio troppo breve per rilevare variazioni sostanziali nella funzione articolare.
I dati di tomografia computerizzata total body dello NHS hanno confermato che il volume di HO annualizzato è un endpoint clinicamente significativo che può essere utilizzato negli studi clinici interventistici.

“Essendo la FOP una malattia ultra-rara, dobbiamo ancora comprendere molto della sua natura e della progressione”, dichiara il dott. Howard Mayer, Head of Research and Development, Ipsen. “Questo primo studio prospettico, realizzato in un periodo di 3 anni, ci ha aiutato a progredire nella conoscenza delle caratteristiche importanti della malattia, inclusa la probabilità del verificarsi di nuove HO in relazione all’età e la loro progressione nel tempo, oltre comprendere meglio la relazione tra l’utilizzo di AADA e la mobilità. Siamo grati al numero significativo di persone colpite da FOP che hanno partecipato a questo importante studio”.

La fibrodisplasia ossificante progressiva è una malattia genetica ultra-rara con una prevalenza stimata di 1,36 per milione di individui. L’età media alla diagnosi è 5 anni.
È caratterizzata da HO,4 che possono essere precedute da rigonfiamenti dolorosi dei tessuti molli o da riacutizzazioni’. Gli episodi di riacutizzazione contribuiscono sostanzialmente alla formazione di nuove HO, che, una volta sviluppatesi, sono irreversibili. La disabilità quindi è cumulativa e la maggior parte dei pazienti necessità della sedia a rotelle entro i 20 anni e dell’assistenza nelle attività di tutti i giorni. Questa perdita di mobilità, oltre a ulteriori complicazioni, porta a una significativa riduzione dell’aspettativa di vita.

I precedenti Studi di Storia Naturale della FOP hanno utilizzato dati retrospettivi o riportati dai pazienti per fornire informazioni sulle caratteristiche della malattia e sui cambiamenti nella mobilità articolare. In questo NHS prospettico, la progressione delle HO è stata valutata attraverso la tomografia computerizzata total body al basale e ai mesi 12, 24, e 36. Le riacutizzazioni sono state determinate mediante tomografia computerizzata o radiografia il giorno in cui la persona ha presentato la riacutizzazione e alla settimana 12, per valutare l’estensione delle HO nell’area della riacutizzazione.

Si stima che il 15% delle persone affette da FOP sia stato incluso nel NHS al momento dello studio. Date le dimensioni del dataset rispetto alla popolazione mondiale conosciuta di persone affette da FOP, lo studio internazionale prospettico di storia naturale della FOP è il più ampio e più completo mai realizzato ad oggi.

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