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Eseguito nell’Unità di Otorinolaringoiatria della Casa Solievo della Sofferenza il primo “remote fitting“ di un impianto cocleare su una paziente gravemente audiolesa

Il team del Progetto Impianti Cocleari dell’Unità di Otorinolaringoiatria della Casa Sollievo della Sofferenza, diretta da Francesco Longo, ha eseguito nei giorni scorsi il primo “remote fitting” di un impianto cocleare multicanale, cioè l’accensione, l’attivazione e il mappaggio a distanza dell’orecchio bionico impiantato a marzo, tramite intervento chirurgico, ad una donna campana gravemente audiolesa.

A causa dell’emergenza Coronavirus, nelle settimane successive all’intervento non si è potuto procedere con i necessari procedimenti tecnico-applicativi ed istruttivi dell’impianto e così, in collaborazione con la MED-EL Italia, il Centro Implantologico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ha provveduto ad eseguire sulla paziente le stesse procedure tecniche previste ma a distanza, grazie alla Telemedicina.

«Proprio con la finalità di garantire un’assistenza sempre più rapida ed efficiente ai suoi pazienti, soprattutto in questi tempi dove la mobilità è estremamente ridotta a causa dell’emergenza COVID-19, il nostro Centro Implantologico ha avviato un programma di “fitting” a distanza per i propri pazienti portatori di impianto cocleare» spiega Lucio Vigliaroli, medico otorinolaringoiatra del Centro Implantologico.

Grazie ad un collegamento internet fra il computer dell’Ospedale e il computer della postazione del paziente, l’operatore esperto di “fitting” è in grado da remoto di controllare il software, di vedere e sentire il paziente tramite una webcam ad alta definizione ed un microfono panoramico. Con l’aiuto di un assistente, che spesso affianca il paziente nella procedura, è possibile realizzare un’attivazione e una regolazione dell’impianto pressoché sovrapponibile a quella standard che prevede la presenza fisica del paziente nell’ambulatorio.

Fondamentale è affiancare al paziente un assistente in grado di svolgere i passaggi tecnici di base, quali collegare l’interfaccia al PC, collegare il processore, garantire l’accesso al PC locale, ma soprattutto per facilitare la comunicazione fra il paziente e l’esperto remoto e la trasmissione di informazioni aggiuntive, quali esiti di eventuali esami audiometrici o valutazioni logopediche. In una pratica medica delicata come la regolazione di un impianto cocleare è fondamentale la qualità dell’audio-video connessione, che deve garantire alti livelli di sicurezza e affidabilità.

La procedura, il software e il web-hosting sono sicuri, proteggono la privacy dei pazienti, ed hanno ottenuto l’approvazione dei due enti certificatori, europeo ed americano. 

«Per quanto riguarda l’affidabilità ‒ continua Vigliaroli ‒ il “remote fitting” è stato introdotto nel nostro Centro dopo la valutazione dell’esperienza di utilizzo presso l’Ospedale di Malta, dove il sistema è stato ampiamente testato e stabilizzato al fine di evitare possibili criticità e problematiche. Personalmente – conclude – ritengo che la strada sia ormai tracciata. In un futuro non molto lontano i pazienti saranno sempre più seguiti a distanza e sul territorio. Si tratta di un’innovazione che avrà molteplici vantaggi: i pazienti eviteranno i costi e disagi degli spostamenti, i clinici e i terapisti potranno erogare le prestazioni da remoto e garantire l’accesso a prestazioni di alto livello in modo capillare e le cliniche potranno ricevere supporto tecnico esterno in tempi molto rapidi».

Definito anche come “orecchio bionico”, l’impianto cocleare è una protesi per l’udito costituito da una componete esterna e da una interna che vengono posizionati da un otorinolaringoiatra, esperto in otomicrochirugia, durante un intervento in anestesia generale. Nei pazienti gravemente audiolesi, l’impianto cocleare sostituisce la funzione della coclea, l’organo dell’orecchio che converte le onde sonore in impulsi elettrici.

Per assistere al meglio questo tipo di pazienti, nell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza è attivo da 23 anni un Centro Implantologico di cui il medico Lucio Vigliaroli è stato il promotore. Si occupa di protesi impiantabili, impianti cocleari ed è un contenitore pluridisciplinare con competenze nel campo audiologico, otochirurgico, fono-logopedico, radiologico, genetico e neuropsicologico.

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