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Studio del cuore sempre più preciso e approfondito, all’ospedale di Piacenza, grazie alle ecocardiografie 3D. “L’Azienda ha fatto un notevole avanzamento tecnologico – raccontano i cardiologi Simone Binno e Luca Moderato – con l’acquisizione di ecografi di ultima generazione dedicati allo studio dell’apparato cardiovascolare, per consentirci di migliorare ulteriormente la capacità diagnostica”. “È come se fossimo un cardiochirurgo pronto a operare: con questo sistema possiamo visualizzare quello che c’è dentro al cuore quasi come essere all’interno del torace”. In sostanza, anziché poter vedere solo larghezza e lunghezza della zona di interesse, i cardiologi dell’ospedale di Piacenza possono visualizzare in tempo reale anche la terza dimensione, ovvero la profondità.
I vantaggi della nuova tecnica sono numerosi, a cominciare da quelli per il paziente: la sonda tridimensionale risulta essere più piccola e più morbida rispetto alla classica bidimensionale, migliorando il comfort e riducendo significativamente la durata dell’esame: “Abbiamo la possibilità di visualizzare in diretta i due piani ortogonali in una singola acquisizione anziché dover ruotare continuamente la sonda per vedere le aree di interesse”.
Naturalmente, un altro grande beneficio riguarda l’estrema precisione delle immagini. “I dettagli che si riescono a visualizzare sono nettamente superiori rispetto alla tecnologia standard tradizionale”. A beneficiarne sono in particolare pazienti affetti da problematiche a livello delle valvole cardiache.
L’ecocardiografia tridimensionale consente di effettuare una migliore valutazione d’insieme, particolarmente utile nel caso di sospette malattie delle valvole e dei difetti interatriali.
Si utilizza quindi sia per eco stress sia per ecocardio transesofageo.
Il numero di questi esami di secondo  livello è notevolmente aumentato, in Cardiologia, dal 2015 a oggi. “Nel 2019 ne sono state eseguite 800 ecocardio da stress o transesofagei, con numeri paragonabili a quelli dei grandi centri di terzo livello”.
“Con queste tecniche – aggiungono gli specialisti di imaging cardiovascolare del Guglielmo da Saliceto – riusciamo a fornire studi più precisi ai pazienti che si devono sottoporre a un intervento cardiochirurgico o alle più innovative procedure interventistiche quali l’impianto della valvola aortica con approccio percutaneo, la chiusura dell’auricola o quella del forame ovale pervio”.
L’ecografo 3D della Cardiologia è solo uno degli investimenti fatti dall’Ausl di Piacenza per rinnovare la dotazione di strumenti a disposizione di questo settore specialistico; nuove macchine di ultima generazione sono state acquisite anche per gli ambulatori del reparto ospedaliero cittadino, di Fiorenzuola e della sede di piazzale Milano. Complessivamente, sono stati investiti 300mila euro.

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