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Eccellenza e avanguardia nello studio e nel trattamento delle malattie neurodegenerative dell’encefalo saranno messe a fattor comune, in modo funzionale, nell’Istituto Virtuale Nazionale delle Demenze, primo anello di un’ambiziosa road map progettuale della Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, network di ricerca fondato di recente dal Ministero della Salute. Nel primo meeting di definizione della governance, delle attività e del cronoprogramma per il prossimo biennio, il Consiglio Direttivo ha affidato a Fabrizio Tagliavini – che della Rete è Presidente in carica nonché Direttore Scientifico dell’IRCCS Besta di Milano – il coordinamento dell’IVN «dove – ha spiegato – uniremo le competenze di 16 Istituti che si occupano di Demenze per affrontare con metodologia diagnostico–terapeutica condivisa un ventaglio di patologie assai rilevanti dal punto di vista epidemiologico».

L’IVN sarà pienamente operativo a gennaio 2020, «prima di allora – aggiunge ancora il Presidente della Rete – ci attendono alcuni passaggi fondamentali: armonizzazione del protocollo clinico, preparazione delle strutture incaricate di svolgere esami strumentali e/o di laboratorio e creazione del data base – di fatto la casa dell’Istituto – in cui raccoglieremo e condivideremo permanentemente i dati». Particolarmente rilevanti i numeri che contraddistinguono l’IVN: 165 professionisti dedicati, 110 posti letto e un Impact Factor normalizzato superiore ai 6.500 punti in un quinquennio. Le strumentazioni sono d’avanguardia, sia per la ricerca di base sia per quella clinica. Quattordicimila i Pazienti/anno e poco più di 2.800 ricoveri, sempre su base annua. Anche l’attrazione di risorse del complesso degli Istituti che partecipano all’IVN è rilevante, con circa 35 milioni di euro in ricerca finalizzata in un quinquennio.

«Presto – sostiene Tagliavini – realizzeremo altri Istituti Virtuali Nazionali – Parkinson, Sclerosi Multipla e Malattie Neuroimmunologiche, Malattie Neurologiche Rare i primi in agenda. Su di essi, compreso quello delle Demenze, declineremo i progetti di tutte le nostre piattaforme tecnologiche: Neuroimaging, Genomica, Teleriabilitazione, Proteomica, Computer Science/IT ed altre eventuali in fase di realizzazione». Tagliavini, dettosi particolarmente soddisfatto della decisione assunta dal Consiglio Direttivo della Rete, ha spiegato infine che gli IVN «ci offriranno l’opportunità di armonizzare le attività tra Istituti razionalizzando investimenti/risorse e di dar vita a nuove interazioni con network internazionali equivalenti».

Secondo il direttore della Ricerca e Innovazione del Ministero della Salute, Giovanni Leonardi, presente ai lavori della Rete che hanno preceduto il meeting del Consiglio Direttivo, «la creazione degli Istituti virtuali costituisce una tappa significativa dell’iniziativa avviata dal Ministero al fine di promuovere il lavoro di squadra tra gli IRCCS ed è un fatto estremamente positivo poiché, ha osservato, essi fungeranno da ulteriore acceleratore al lavoro della Rete».

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