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Un innovativo tipo di carbone ingegnerizzato progettato come nuovo trattamento per la cirrosi. Lo ha realizzato il consorzio CARBALIVE, progetto europeo finanziato dal programma Horizon 2020 a cui partecipa anche l’Università di Bologna. Il nuovo dispositivo medico, chiamato Carbalive, è stato testato con risultati positivi in un trial clinico randomizzato, in doppio cieco, di fase 2 equivalente.

La cirrosi è una malattia cronica del fegato che solo nel 2017 ha fatto registrare oltre 100 milioni di casi a livello globale, e ogni anno è causa di mortalità per circa 1 milione di persone. La cirrosi – provocata, nella maggior parte dei casi, da consumo di alcol, da infezioni virali o da problemi metabolici – inizialmente non provoca sintomi, ma, se la malattia progredisce, insorgono successivamente gravi complicanze, con un alto rischio di mortalità a breve-medio termine.

Per trattare questa patologia, gli studiosi hanno ideato Carbalive: un carbone ingegnerizzato non assorbibile a porosità controllata con una struttura fisica specificamente progettata per rimuovere molecole e tossine di origine batterica a livello del lume intestinale. L’obiettivo è prevenire il passaggio di queste sostanze dannose dall’intestino alla circolazione sistemica: evento chiave per l’innesco dello stato infiammatorio che è alla base delle principali complicanze della cirrosi epatica in fase avanzata.

Coordinato dallo University College London, il consorzio CARBALIVE coinvolge anche un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, coordinato dal professor Paolo Caraceni. Gli studiosi dell’Alma Mater hanno partecipato, oltre alla stesura del progetto, alla conduzione e all’analisi del primo studio clinico nell’uomo per la definizione della sicurezza e della tollerabilità di Carbalive.

Il trial clinico randomizzato, in doppio cieco, di fase 2 equivalente, ha dimostrato che Carbalive, somministrato per via orale per tre mesi, è sicuro e ben tollerato dai pazienti con cirrosi epatica scompensata. Inoltre, la somministrazione si è associata alla riduzione di un’ampia gamma di biomarcatori dell’infiammazione sistemica.

Il profilo di sicurezza e tollerabilità del prodotto e i dati preliminari sull’efficacia indicano quindi che Carbalive è un candidato promettente per il trattamento della cirrosi. Il progetto continuerà ora con un trial clinico randomizzato di fase 3: l’ultimo passaggio prima di arrivare all’autorizzazione al commercio.

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