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I più importanti specialisti italiani e internazionali in medicina estetica tornano a confrontarsi e a formarsi in presenza. Al 23° Congresso SIES – VALET, in programma dal 17 al 19 febbraio a Bologna, le live sessions più attese sono quelle che riguardano i trattamenti che si sono rivelati i più richiesti in questi due anni di pandemia, specialmente dalle nuove generazioni di pazienti: i filler iniettabili a base di acido ialuronico, che permettono di ottenere senza bisturi risultati estremamente naturali, personalizzati e che rispettano la dinamicità e l’espressività del volto. A questo argomento di grande tendenza sono dedicati due eventi di Teoxane, che ha chiamato a raccolta alcuni dei più grandi esperti italiani e internazionali per fare il punto sulle ultime novità e sulle tecniche più avanzate per trattare, in particolare, la regione perioculare e la linea mandibolare, con focus sia sulle pazienti donne, sia sui pazienti uomini.

La zona intorno agli occhi è una delle prime a mostrare i segni dell’affaticamento, dello stress e del tempo che passa. «Entrano in gioco moltissimi fattori: tipo di inestetismo, età e una grande complessità anatomica. Perciò non ci può essere una soluzione standard, ma ogni trattamento dev’essere personalizzato al massimo» parola del Prof. Giuseppe Sito, chirurgo estetico, che sottolinea l’importanza di scegliere il giusto materiale o combinazione di materiali da iniettare, le quantità e le tecniche di somministrazione, che possono essere molto varie. «Un inestetismo molto comune – prosegue il Prof. Sito – è la deformità che interessa il solco lacrimale, o tear trough, e che può avere vari gradi di avanzamento. Il prodotto sbagliato, iniettato con la tecnica sbagliata, può accentuare il problema. Io prediligo filler come Teosyal Redensity 2, che è specificamente formulato per questa delicata area: a bassa igroscopia, con una buona capacità di diffusione e che esercita una pressione minima sui tessuti. La tecnica iniettiva con ago è quella che negli anni, praticando numerosissimi trattamenti, ha dato i migliori risultati in termini di estetica, sicurezza e durata».

Le cosiddette “borse” sotto gli occhi e la lassità cutanea nella zona di guance e palpebre sono invece gli inestetismi su cui si è concentrato il chirurgo oculoplastico Francesco Bernardini, ideatore della tecnica G-Point Lift che sta facendo scuola in tutto il mondo. «Si tratta di un approccio “chirurgico” nell’uso dei filler che ha l’azione non di riempire, ma di sollevare – spiega Bernardini –. Individuato un punto preciso chiamato G-Point, si sfruttano le caratteristiche fisiche di un filler ad alta densità, RHA4 di Teoxane, per sostenere e supportare la palpebra inferiore, con un effetto lifting». Questo trattamento viene poi completato con Redensity 2, che agisce sulle transizioni per levigare e rifinire, con un “effetto Photoshop”.

Altra area che mostra precocemente i segni del tempo è quella mandibolare, in cui forza di gravità e movimenti ripetuti portano i tessuti a cedere e i volumi a svuotarsi: e questo interessa e preoccupa senza distinzione sia le donne, sia gli uomini. Il tipo di correzioni richieste, e di conseguenza i trattamenti e le tecniche adottati dallo specialista, variano molto da paziente a paziente. «Le donne ambiscono a un risultato naturale e proporzionato – spiega la Dott.ssa Patrizia Piersini, medico estetico a Torino – e per ottenerlo interveniamo in genere sull’angolo mandibolare, per rendere più marcata la transizione tra collo e mandibola, sulla linea mandibolare, per ridefinirla e dare un effetto tensore estremamente naturale, e sul mento per rendere più armonioso il profilo del viso. I filler ci danno la possibilità di intervenire su misura a seconda dell’inestetismo che vogliamo trattare, per esempio per ottenere un effetto lifting che ridisegna i contorni, per minimizzare otticamente un mento prominente o per dare volume se, al contrario, abbiamo un mento sfuggente che rende il profilo meno attraente». Con la combinazione di prodotti come RHA4 e UltraDeep è possibile dare un supporto strutturale profondo e una volumizzazione molto naturale anche in dinamica, sempre con un risultato personalizzato.

Gli uomini che si rivolgono alla medicina estetica per correggere la mandibola ricercano invece linee più nette e un aspetto decisamente mascolino. Masculook è il nome della specifica tecnica messa a punto per ottenere questo effetto: «Nei pazienti uomini il lavoro è soprattutto sul ripristino dei volumi – spiega la Dott.ssa Paola Molinari, medico specialista in chirurgia esteticaa Modena –. Agiamo su mandibola, mento e talvolta anche zigomi, perché è importante considerare il volto nella sua totalità per ottenere un risultato naturale e proporzionato. L’obiettivo è rendere i contorni più scolpiti e squadrati, sempre preservando l’espressività del viso, e per farlo l’ideale è utilizzare una tecnica multi-layer, cioè somministrando filler diversi a diverse profondità, in modo da rispettare le caratteristiche uniche di ogni paziente».

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