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Conegliano: al via nuovo servizio di diagnostica prenatale per genitori ciechi

Nuovo innovativo servizio di diagnostica prenatale all’Ospedale di Conegliano. Prende il via il progetto “Volto fetale 3D”, messo a punto dal dr Alberto Rossi, direttore del Servizio di Diagnostica Prenatale nell’ambito dell’Unità Operativa di Ostetricia-Ginecologia, diretta dal dr. Antonello Azzena. Grazie a quest’iniziativa le persone ipovedenti o cieche potranno, d’ora in avanti, sperimentare la gioia di “toccare” il volto del proprio futuro figlio a seguito dell’ecografia. 

“Con questo progetto, che siamo gli unici a realizzare a livello del Nord Italia – spiega il dr. Rossi – daremo ai genitori che non possono visualizzare le immagini dell’ecografia la possibilità di vivere un’esperienza sensoriale tattile senza precedenti: grazie all’utilizzo di una stampante tridimensionale, che permette di trasformare in modelli reali e concreti al tatto le immagini ottenute dall’ecografia effettuata tra la 26ma e la 32ma settimana, la forma del volto e l’espressione fetale del loro futuro figlio prenderanno forma in un calco resinoso. Sarò io personalmente a consegnarlo ai futuri papà e mamme, facendo contemporaneamente sentire il battito del cuore del loro bimbo, in modo da permettere un’importante esperienza sensoriale che permetterà loro di superare la limitazione visiva.  Va ricordato che la “visione” del feto aumenta il legame affettivo tra i genitori e il bambino”.

“Ho subito accolto la proposta del dr Rossi di realizzare questo progetto – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi – perché dà un importante contributo all’umanizzazione del percorso nascita. Poter regalare anche alle persone ipovedenti e cieche la splendida esperienza di “sentire” i tratti del volto del proprio figlio è un’emozione impagabile: mettiamo a disposizione questa possibilità per tutte le persone con gravi problemi della vista che vogliano usufruirne”. 

“Al dr Rossi e all’Ulss 2 va il nostro più sentito ringraziamento per la sensibilità dimostrata con quest’iniziativa che rappresenta un’importante passo avanti verso l’inclusione – commenta Mario Girardi, del Direttivo Nazionale Unione dei ciechi e degli ipovedenti -. Poter toccare il volto e sentire il cuore che batte del proprio bimbo ancora in grembo sarà una grande emozione sia per i papà che per le mamme ipovedenti o ciechi. Diamo fin d’ora la nostra piena disponibilità a divulgare l’iniziativa in ambito nazionale”.  

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