Come aiutare le persone anziane a seguire le cure mediche

Il 40% delle persone con patologie croniche non assume correttamente le terapie, una percentuale che supera il 60% tra la popolazione anziana, soprattutto quando si tratta di politerapia. In alcune patologie come osteoporosi, broncopneumopatia cronica e glaucoma, l’aderenza alle cure scende addirittura sotto il 40%.

Questo problema, oltre a incidere sulla salute di chi è colpito da patologie croniche, pesa circa due miliardi di euro l’anno sul Servizio Sanitario Nazionale, tra ricoveri evitabili, complicanze cliniche, accertamenti aggiuntivi e terapie più complesse, senza contare il peggioramento della qualità della vita e l’aumento del carico assistenziale sulle famiglie.

A fronte di questa emergenza, il progetto Eldercare – Enabling medication adherence in the elderly, coordinato dalla professoressa Elisabetta Poluzzi del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Alma Mater, ha individuato possibili strategie per migliorare l’aderenza terapeutica negli anziani. La ricerca, condotta con l’Università di Milano, l’Università di Napoli Federico II e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano e finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito dei fondi Next Generation EU, ha portato all’elaborazione di 18 raccomandazioni operative.

Quattro le aree strategiche in cui si articolano le raccomandazioni individuate: l’organizzazione dell’assistenza, con un maggiore coordinamento tra professionisti e una chiara identificazione dei ruoli e dei referenti per il paziente; l’uso delle tecnologie, come strumenti digitali e telemedicina, da integrare nei percorsi di cura senza sostituire la relazione medico-paziente; la formazione degli operatori sanitari, con particolare attenzione alle competenze comunicative, all’uso degli strumenti digitali e all’interazione tra i diversi operatori; l’educazione del paziente e dei caregiver, attraverso informazioni chiare e materiali adattati alle caratteristiche della popolazione anziana.

Il passo successivo sarà avviare progetti pilota nei diversi contesti assistenziali per verificare sul campo l’efficacia delle raccomandazioni. Eldercare entra ora nella fase di disseminazione dei risultati e, come sottolinea la professoressa Elisabetta Poluzzi, “l’impegno proseguirà attraverso la collaborazione con le realtà disponibili a sperimentare per prime le raccomandazioni, il coinvolgimento delle società scientifiche, associazioni e ordini professionali e il confronto con la comunità scientifica e sanitaria internazionale”.

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