Le cure palliative non riguardano solo i pazienti oncologici o terminali: nell’anziano fragile rappresentano uno strumento precoce per controllare dolore, dispnea, sofferenza psicologica, perdita di autonomia e carico familiare. È il messaggio che la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio porta al 40° Congresso Nazionale, in programma a Roma dal 20 al 22 maggio. Ancora oggi, infatti, le cure palliative vengono attivate troppo tardi, quando sintomi e difficoltà assistenziali sono già diventati gravosi. Nell’anziano fragile, invece, dovrebbero accompagnare malattie croniche avanzate, demenze, scompenso cardiaco, insufficienza respiratoria, patologie neurologiche degenerative e condizioni di non autosufficienza. A confermare l’ampiezza del bisogno sono i dati del Palliative Care Day, che saranno discussi durante una sessione congressuale dedicata a dolore e cure palliative: su 5.601 pazienti e residenti valutati in 207 reparti ospedalieri e 144 RSA, il 57% dei pazienti ricoverati e il 46,3% degli anziani istituzionalizzati è risultato bisognoso di un approccio palliativo.
Le cure palliative restano spesso associate all’hospice o alla terminalità imminente, ma nel paziente anziano fragile dovrebbero essere integrate con le terapie attive. L’obiettivo non è sostituire le cure, ma ridefinire in modo proporzionato gli interventi assistenziali, controllare i sintomi, ridurre la sofferenza fisica e psicologica, sostenere i caregiver e migliorare la qualità della vita.
“Le cure palliative costituiscono una parte essenziale della medicina, soprattutto nel paziente anziano fragile – sottolinea Lorenzo Palleschi, presidente SIGOT – Servono a controllare il dolore, ridurre la sofferenza, evitare trattamenti sproporzionati, sostenere la famiglia e rispettare le preferenze della persona. Per questo devono entrare prima nei percorsi di cura, non solo negli ultimi giorni di vita. L’ospedale deve gestire l’acuzie, ma anche riconoscere precocemente i bisogni palliativi e attivare percorsi integrati con territorio, RSA, domicilio e hospice”.
La crescente domanda di cure palliative con l’invecchiamento della popolazione pone anche un problema di programmazione sanitaria. La normativa prevede di garantire entro il 2028 l’accesso al 90% delle persone che ne hanno bisogno, ma oggi la copertura resta ancora lontana da questo obiettivo e fortemente disomogenea sul territorio.
“Serve una rete più uniforme, capace di garantire accesso equo e percorsi omogenei ai cittadini affetti da malattie croniche, progressive e inguaribili – aggiunge Palleschi – Il reparto per acuti deve continuare a gestire la fase critica della malattia, ma non può restare l’unica risposta alla cronicità avanzata e alla non autosufficienza”.
Uno dei temi centrali del Congresso SIGOT è proprio il superamento di una visione delle cure palliative limitata all’hospice o alla fase terminale oncologica. Nei reparti per acuti e nelle RSA sono numerosi i pazienti con bisogni complessi: dolore non controllato, difficoltà respiratorie, agitazione, depressione, decadimento cognitivo e perdita funzionale.
“Nel paziente geriatrico il bisogno palliativo non coincide sempre con una terminalità immediata – spiega Claudia Bauco, componente del Consiglio Direttivo SIGOT – La sfida è riconoscere precocemente questi bisogni in ospedale, nelle RSA e al domicilio, costruendo un piano assistenziale condiviso con il paziente, quando possibile, e con la famiglia. Le cure palliative devono accompagnare la persona lungo l’evoluzione della malattia, migliorando il controllo dei sintomi, la comunicazione e l’appropriatezza delle cure”.
Il bisogno palliativo coinvolge anche la rete familiare. Nei percorsi di malattia cronica avanzata, i caregiver sono spesso chiamati a gestire assistenza quotidiana, terapie, dolore, burocrazia e decisioni cliniche complesse, con un forte impatto sulla salute fisica, psicologica ed economica.
“Un percorso di umanizzazione delle cure deve includere ascolto, formazione e sostegno ai familiari – aggiunge Claudia Bauco – Il caregiver va accompagnato e protetto: prendersi cura dell’anziano fragile significa non lasciare sola la famiglia”.
Il tema delle cure palliative sarà approfondito nel 40° Congresso Nazionale SIGOT, in programma dal 20 al 22 maggio 2026 presso l’Omnia Hotel Shangri-La di Roma. Tra gli interventi previsti, la relazione del Prof. Graziano Onder sul bisogno di cure palliative in ospedale e nelle residenze per anziani, insieme ad approfondimenti sul trattamento del dolore nell’anziano, osteoartrosi e terapia antalgica in residenza e sul territorio.


