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Dopo la visita all’ospedale di Mantova e alla casa di comunità di Goito dello scorso 18 giugno, torna in terra mantovana la vice presidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti. Una testimonianza della grande attenzione che Regione dedica alla sanità della provincia mantovana.

Oggi un’altra giornata di inaugurazioni per ASST, che ha tagliato il nastro alla casa di comunità di Bozzolo e agli ospedali di comunità di Bozzolo e Borgo Mantovano. Continua quindi il percorso per il completamento della rete territoriale di assistenza – in attuazione del Pnrr e della riforma socio sanitaria regionale – che vedrà la realizzazione di 9 case della comunità e 5 ospedali di comunità. Il progetto ha tenuto conto del criterio della prossimità e della possibilità di fruire in primis degli immobili di proprietà di ASST Mantova.

“Il ridisegno della sanità territoriale è innanzitutto un cambio culturale. – spiega Letizia Moratti – La presa in carico della persona, e non solo della malattia, significa prendersi carico anche degli aspetti che riguardano la parte sociale, la vita famigliare e tutto quello che non è strettamente sanitario. Quindi l’integrazione tra socio-sanitario, sanitario e sociale è davvero fondamentale.”

Prima tappa della delegazione regionale e della direzione strategica di ASST a Borgo Mantovano, dove è stato inaugurato l’ospedale di comunità, attivato il 20 giugno 2022, al terzo piano del presidio ospedaliero di Via Bugatte 1. La struttura dispone attualmente di 10 posti letto. Per concludere l’opera, si prevede l’attivazione di ulteriori 10 posti letto. Il progetto sarà finanziato nell’ambito del Pnnr. Responsabile clinico Raffaele Ghirardi, coordinatore infermieristico: Giuseppe Caccaviello.

Al termine della visita, la vicepresidente e il direttore generale di ASST Mara Azzi hanno incontrato nella sala riunioni del presidio i sindaci del territorio, che rivestono un ruolo fondamentale nel nuovo disegno della riforma.

“Ringrazio moltissimo Regione Lombardia per il supporto costante che ci offre e il grande entusiasmo che mostra ogni volta per i progetti che proponiamo” conclude la manager di ASST.

Nel pomeriggio il nastro è stato tagliato all’ospedale di comunità e alla casa di comunità di Bozzolo. Il primo è stato aperto il 31 dicembre 2021, al secondo piano del presidio multifunzionale di Bozzolo, in Via XXV Aprile, 71. Dispone attualmente di 20 posti letto. Per completare la struttura, si prevede l’attivazione di ulteriori 10 posti letto. Responsabile clinico: Carmine Matarazzo, coordinatore infermieristico Maria Rebecchi.

Aperta al pubblico nella giornata di oggi, contestualmente all’inaugurazione, la struttura, che si trova all’interno del presidio multifunzionale, eroga diversi servizi: cure primarie, attraverso équipe multidisciplinari (grazie alla presenza di medici di medicina generale, pediatra di libera scelta e continuità assistenziale); ufficio scelte e revoche; punto unico di accesso, che riceve gli utenti, fornisce le indicazioni in funzione dei loro bisogni e li prende in carico; assistenza domiciliare Integrata per prestazioni al domicilio finalizzate alla cura e all’assistenza della persona di qualunque età, compromessa nell’autonomia; specialistica ambulatoriale; infermieri di famiglia e di comunità, che svolgono attività di valutazione dei bisogni dei pazienti affetti da patologie croniche, attività di prevenzione e monitoraggio a domicilio o in telemedicina; centro unico di prenotazione; assistente sociale; servizio di radiologia per radiografie, ecografie e moc; punto prelievi e laboratorio analisi; consultorio familiare.

Anche a Bozzolo, i vertici di Regione Lombardia e di ASST hanno incontrato le autorità locali e i sindaci del territorio nella sala civica del Comune.

Dopo l’attivazione delle case di comunità di Goito e Bozzolo e dell’ospedale di comunità di Bozzolo e Borgo Mantovano, nel 2022 saranno aperte anche le case di comunità di Asola e Viadana. Nel 2023 vedranno la luce le case di comunità di Suzzara, Quistello, Sermide e l’ospedale di comunità di Viadana. Nel 2024 le case di comunità di Mantova e Castiglione delle Stiviere, gli ospedali di comunità di Mantova e Asola.

Per rispondere in modo capillare alle esigenze del territorio ASST ha anche attivato due ambulatori infermieristici territoriali a San Giovanni del Dosso e Pegognaga. Di prossima attivazione un terzo ambulatorio infermieristico a Lunetta. L’obiettivo è quello di implementare i servizi territoriali sanitari già esistenti, ma anche di fungere da collegamento con la persona che necessita di informazioni, prestazioni di tipo infermieristico o attività di presa in carico relativamente ai bisogni espressi e identificati dai professionisti.

L’ambulatorio infermieristico territoriale è uno dei setting di intervento dell’infermiere di famiglia e di comunità. Si rivolge alle persone che necessitano di interventi assistenziali a medio-bassa complessità. Si punta a ridurre la distanza fisica dai maggiori punti di erogazione dei servizi, migliorandone l’accessibilità e garantendo una presa in carico proattiva verso la popolazione, oltre che una continuità tra ospedale e territorio.

Queste strutture nascono inoltre con l’intento di migliorare l’integrazione dei servizi sociali con quelli sanitari, creando una rete sociosanitaria quanto più fitta possibile. Sono a disposizione di tutta la popolazione, ad esclusione di pazienti già seguiti dai servizi di assistenza domiciliare integrata o che necessitano di cure palliative.

L’infermiere di famiglia e di comunità è competente nell’erogazione di cure infermieristiche complesse, nella promozione della salute, nella prevenzione e nella gestione partecipativa ai processi di salute individuali, famigliari e della comunità, operando all’interno del sistema dell’Assistenza Sanitaria Primaria.

ASST ha in cantiere nuovi progetti significativi per lo sviluppo dell’attività del presidio ospedaliero di Borgo Mantovano.

Struttura prevista dal nuovo Piano di organizzazione aziendale, in attesa di approvazione, risponde alla necessità di potenziare l’offerta sanitaria in ambito neuropsichiatrico. La provincia di Mantova è infatti totalmente sprovvista di una degenza di neuropsichiatria infantile. La struttura garantirà il ricovero ospedaliero per i minori. Sarà dotata di psicologi, personale dell’area educativa e riabilitativa, medico e infermieristico. Il ricovero sarà accompagnato da progetti di dimissione protetta, per il rientro del paziente nel contesto di appartenenza o verso una collocazione in struttura residenziale con disponibilità nel breve periodo. L’obiettivo è garantire continuità al percorso di cura avviato e, nel contempo, favorire l’efficiente utilizzo dei posti letto. La nuova struttura sarà ospitata dal reparto di Pediatria, che ha già una consolidata esperienza nell’ambito della diagnosi e cura dei disturbi alimentari.

Le cure palliative con hospice sono presenti su tutto il territorio provinciale: Mantova (ASST), 10 posti letto nell’ambito del Distretto di Mantova; Castiglione Delle Stiviere (Residenza San Pietro), 10 posti letto nell’ambito del Distretto Alto Mantovano; Rodigo (Fondazione Villa Carpaneda), 8 posti letto nell’ambito del Distretto di Mantova.

Dalla distribuzione dell’offerta attuale appare evidente la necessità di disporre di nuovi posti per la gestione di pazienti che necessitano di palliazione e con patologie croniche ad alta complessità anche nell’area territoriale a sud del territorio provinciale, oggi di fatto da considerarsi disagiata per la sua posizione geografica. Il presidio ospedaliero di Borgo Mantovano dista circa 46 chilometri dall’ospedale di Mantova, circa 51 chilometri da Rodigo, circa 75 chilometri da Castiglione delle Stiviere. La rete viaria non è dotata di strade ad alta percorrenza e l’offerta di trasporti locali è limitata. S’impone, pertanto, la dotazione in via sperimentale di ulteriori posti, per un massimo di 10, di “residenzialità di malattie croniche complesse”.

Da qui il progetto di una struttura dedicata, inserita nel Piano di organizzazione aziendale, che troverebbe collocazione al secondo piano dell’ospedale ‘Destra Secchia’ di Borgo Mantovano e si inserirebbe nella Rete di Cure Palliative, a cui accedono malati identificati in ambito territoriale od ospedaliero. Si è dimostrato che alcune problematiche rilevanti nella fase di declino sono meglio affrontate se la cura erogata ha un’efficace impronta palliativa. Per questo è importante trovare nell’ambito territoriale in questione strutture di collegamento per l’identificazione precoce del bisogno di Cure Palliative con l’obiettivo di gestire i pazienti in sinergia con l’ospedale di comunità di nuova istituzione i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti di branca operanti nelle strutture sanitarie e sociosanitarie.

Per sviluppare ulteriormente l’offerta diagnostica di ASST, Regione Lombardia ha annunciato l’arrivo di una nuova risonanza magnetica aperta, per le esigenze dei pazienti che soffrono di claustrofobia e che non riescono a sottoporsi all’esame tradizionale.

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