La Fiera internazionale A&T, dedicata a Innovazione, Tecnologie, Affidabilità e Competenze 4:0 ritorna “in presenza” dal 6 all’8 aprile presso il Lingotto Fiere di Torino per confermare, concretamente, i segnali di ripresa produttiva e la volontà del mondo imprenditoriale italiano di superare la crisi e guardare avanti.
Fra le novità più rilevanti di questa edizione l’intervento di una serie di “Ambassador dell’Innovazione” che ricoprano ruoli chiave nel mondo imprenditoriale e manageriale e che portino la loro testimonianza sulla trasformazione tecnologica e i cambiamenti in atto nelle singole filiere. A rappresentare il comparto Lifescience è stata chiamata Laura Gillio Meina, attuale Vicepresidente di Confindustria Dispositivi Medici e Director interventional Cardiology South Europe di Boston Scientific.
Nel convegno di apertura, il 6 aprile, verrà ricordato che il settore dei dispositivi medici in Italia genera un mercato di 16,5 miliardi di euro, conta 3.957 aziende e occupa 76.400 dipendenti, con il 53% di aziende manifatturiere, il 42% commerciali e il 5% di servizi. Il mercato è rappresentato per il 66% dal Servizio Sanitario Nazionale e incide per il 7,4% della spesa totale, con elevati tassi di investimento in ricerca e innovazione
Anticipando alcuni dei temi che verranno sviluppati negli innumerevoli workshops che si terranno durante la rassegna, Laura Gillio Meina ha sottolineato come la pandemia Covid, che ha reso problematico l’accesso agli ospedali e la erogazione di molte prestazioni, così come la rilevanza delle patologie croniche, spesso sottovalutate, abbiano fatto emergere nuove esigenze dei pazienti e modificato profondamente le modalità di accesso alle cure.
Da qui, lo sviluppo inarrestabile della sanità digitale, sostanzialmente “agli esordi” ma che rappresenta una delle grandi opportunità per il sistema sanitario del futuro. Le tecnologie digitali e le innovazioni della telemedicina potranno consentire, per esempio, alle strutture ospedaliere di interagire meglio con i pazienti prima del ricovero e dopo le dimissioni, di razionalizzare le degenze ospedaliere, di coinvolgere le reti territoriali nelle prestazioni assistenziali, di affiancare e sostenere i pazienti nel percorso di cura.
Va da sé che un sistema così complesso sul piano gestionale, tecnologico, delle relazioni con medici, pazienti, istituzioni sanitarie, richiederà competenze professionali più specifiche e di alto profilo, capaci di rispondere alle richieste di una sanità moderna e articolata. Anticipando un tema di grande rilevanza, affrontato in Boston Scientific anche con programmi di “valorizzazione dei talenti”, Laura Gillio Meina ha sottolineato che la crescente presenza di donne in settori ad alto contenuto scientifico e tecnologico è non solo culturalmente e socialmente positiva, ma rappresenta un indiscusso valore aggiunto per il comparto biomedicale .
Da ultimo, e se ne parlerà in un contesto attento quale la rassegna Automation & Testing, è stato ricordato dalla Vicepresidente di Confindustria Dispositivi Medici che la pandemia, nella sua drammaticità, è stata la crisi sanitaria che più di altre ha evidenziato quanto la capacità di reagire, di affrontare i cambiamenti e di mettere a punto gli strumenti idonei per adattarsi rapidamente sia fondamentale per lo sviluppo e il successo imprenditoriale. La maggior parte delle aziende del biomedicale ha affrontato le difficoltà generate dal Covid investendo in tecnologie e competenze. Una scelta che si è rivelata premiante e che ha permesso di restare costantemente a fianco dei medici e del personale sanitario, aiutando le strutture a erogare prestazioni e cure anche in tempi così difficili, salvando vite umane e restituendo, a migliaia di pazienti, buona salute e qualità della vita.


