Biogen ha annunciato nuovi dati che confermano l’impatto clinico di nusinersen su un’ampia popolazione di persone con Atrofia Muscolare Spinale. Si tratta dei più recenti risultati provenienti dalla Parte C dello studio DEVOTE, che valuta un regime a dosaggio più elevato di nusinersen, e dello studio NURTURE, che ha valutato il regime approvato di 12 mg di nusinersen nella SMA clinicamente pre-sintomatica. I risultati sono stati presentati durante lo SMA Research& Clinical Care organizzato da Cure SMA ad Anaheim, California. Le richieste di autorizzazione per il regime a dosaggio più elevato di nusinersen sono attualmente in fase di revisione negli Stati Uniti, in Unione Europea, in Giappone e in altri mercati globali. Il regime sperimentale comprende una fase di carico più rapida seguita da una fase di mantenimento con dosi da 28 mg ogni quattro mesi.
“Quando parliamo di SMA, il contesto terapeutico è in continua evoluzione: di fronte a questi cambiamenti, continuiamo a impegnarci per rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti della comunità di persone che vivono con questa malattia. I risultati della Parte C dello studio DEVOTE rafforzano ulteriormente il corpus crescente di evidenze a supporto dei potenziali benefici di un dosaggio più elevato di nusinersen” ha commentato Stephanie Fradette, Responsabile della Neuromuscular Development Unit di Biogen.
Nel dettaglio, i dati della Parte C dello studio DEVOTE mostrano i potenziali benefici clinici del dosaggio sperimentale più elevato di nusinersen in una popolazione eterogenea di partecipanti che avevano già ricevuto nusinersen alla dose approvata di 12 mg per circa quattro anni. I partecipanti avevano un’età compresa tra i 4 e i 65 anni e metà di questi erano deambulanti. Durante il periodo di studio, hanno ricevuto una dose di carico e due dosi di mantenimento in aperto con il nuovo regime.
La maggior parte dei partecipanti, secondo l’opinione di clinici o caregiver, ha visto miglioramenti rispetto alla scala HFMSE, al modulo RULM e/o nella valutazione CGI-C dopo il passaggio al dosaggio più elevato. Questi miglioramenti si sono manifestati trasversalmente tra i diversi fenotipi, gradi di funzionalità ed età. Ad esempio, i partecipanti non deambulanti hanno registrato un miglioramento medio di +2,5 punti alla HFMSE, mentre i deambulanti un miglioramento medio di +1,1.
“I dati emersi indicano che potrebbero verificarsi ulteriori miglioramenti funzionali anche in persone con malattia conclamata e già in trattamento da anni,” ha commentato il Dr. Richard Finkel, Direttore del Center for ExperimentalNeurotherapeutics presso il St. Jude Children’s Research Hospital. “Questo impegno per ottimizzare il dosaggio di nusinersen è molto promettente per l’intera comunità scientifica e potrebbe cambiare in modo sostanziale il nostro approccio terapeutico.”
Il profilo di sicurezza del regime ad alto dosaggio di nusinersen risulta generalmente coerente con quello, già noto, della dose approvata da 12 mg di nusinersen. Complessivamente, nello studio DEVOTE, gli eventi avversi segnalati hanno incluso polmonite, insufficienza respiratoria, febbre, COVID, infezioni delle vie respiratorie superiori, dolore procedurale e cefalea procedurale. Nella Parte C, eventi avversi sono stati riportati in 37 partecipanti su 40, nella maggior parte dei casi di gravità lieve o moderata. Sei partecipanti hanno manifestato eventi avversi gravi, nessuno dei quali è stato ritenuto correlato al trattamento in studio o alla modalità di somministrazione.
I risultati conclusivi dello studio NURTURE, durato otto anni e in aperto, evidenziano l’impatto dell’intervento precoce con nusinersen 12 mg in neonati con SMA clinicamente pre-sintomatica.
Al termine dello studio, tutti i bambini coinvolti erano vivi e hanno mostrato benefici clinici significativi nel tempo. Nessun partecipante ha necessitato di ventilazione permanente e la maggioranza non ha mai avuto bisogno di supporto ventilatorio durante lo studio. Il 92% dei partecipanti ha acquisito la capacità di camminare in modo autonomo, in molti casi entro i tempi fisiologici di sviluppo. I soggetti con livelli elevati di neurofilamenti a catena leggera al basale hanno mostrato una riduzione rapida e duratura dei livelli di NfL dopo l’inizio del trattamento, a testimonianza del potenziale dell’utilizzo di questo biomarcatore come indicatore oggettivo dell’attività di malattia e della risposta terapeutica nella SMA.
Nusinersen è stato generalmente ben tollerato, senza che, dopo otto anni di follow-up, siano emerse evidenze ulteriori in termini di nuove problematiche di sicurezza. Tutti i partecipanti hanno riportato almeno un evento avverso, la maggior parte di gravità lieve o moderata; nessun evento ha determinato l’interruzione del trattamento o l’abbandono dello studio.


