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I risultati di una ricerca modenese sul trattamento endovascolare delle rotture istmiche dell’aorta toracica verrà pubblicato il prossimo mese sulla rivista specializzata “European Journal of Vascular and Endovascular Surgery”, organo di divulgazione della Società Europea di chirurgia vascolare ed endovascolare.    
Lo studio coordinato dal Dottor Stefano Gennai della Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Civile di Baggiovara, diretta dal professor Roberto Silingardi di UNIMORE, ha coinvolto le Chirurgie Vascolari dell’Università di Pisa, delle Azienda Sanitarie di Reggio Emilia e di Bolzano.
“Lo studio riguarda pazienti che hanno presentano una rottura dell’aorta toracica a livello dell’istmo – spiega il dottor Stefano Gennai – tale patologia è l’esito di traumi, stradali o cadute da altezze importanti, e pertanto coinvolge maggiormente pazienti giovani. La rottura dell’aorta, la più grande arteria del corpo umano, è un evento spesso fatale anche in considerazione della compresenza di fratture e contusioni multiviscerali tipiche dei pazienti traumatizzati. Il trattamento chirurgico tradizionale “open” è particolarmente invasivo, gravato da un alto tasso di complicanze e mortalità intra e post-operatoria. Per questo motivo, fin dalla metà degli anni 90 ci siamo impegnati nel trattamento endovascolare di questo tipo di patologie.”
“La nostra Chirurgia Vascolare – ha aggiunto il prof. Roberto Silingardi – ha guidato una ricerca su 120 pazienti, che ha coinvolto 4 centri italiani, circa le modificazioni che l’aorta subisce nel tempo dopo il posizionamento di una endoprotesi a tale livello. Il lavoro, già stato presentato dal Dottor Nicola Leone al 32° congresso europeo di Chirurgia Vascolare tenutosi a Valencia nel 2018, ha suscitato molto interesse nella comunità scientifica di chirurgia vascolare”.
“Siamo riusciti a dimostrare – conclude Silingardi – l’efficacia e la sicurezza del trattamento endovascolare anche nel lungo periodo. Le aorte dei pazienti subiscono delle modificazioni nel tempo, ma sono minime ed è stata osservata la quasi totale assenza di reinterventi chirurgici anche dopo molti anni dall’operazione iniziale”.
“Il continuo sforzo nell’analisi dei risultati ottenuti – conclude Gennai -ha permesso di migliorare le conoscenza dei risultati a lungo termine del trattamento endovascolare dell’aorta toracica che prima di tale lavoro erano ancora carenti in letteratura”.    
Il trattamento endovascolare di questo di tipo di pazienti politraumatizzati , spesso molto giovani, rappresenta una procedura riservata a centri specializzati e di grande esperienza; l’équipe della Chirurgia Vascolare dell’Università di Modena e Reggio Emilia utilizza in questa chirurgia, spesso effettuata in emergenza, la nuova Sala Operatoria Ibridadell’Ospedaledi Baggiovara con grande beneficio peril paziente. Nel 2020 ricorreranno i 25 anni dal primo intervento di chirurgia endovascolare dell’aorta toracica eseguito in Europa proprio a Modena e in febbraio verrà organizzato a Baggiovara un evento su questo tema in cui si confronteranno i maggiori esperti chirurghi italiani.

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