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Avellino: utilizzata una tecnica avanzata per una gravidanza ad alto rischio

Una nascita che diventa una sfida clinica che richiede visione, preparazione e una sinergia perfetta tra menti e mani esperte. Una donna di 35 anni, residente in provincia di Salerno, ha scelto di affidarsi all’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino per affrontare la sua seconda gravidanza, resa estremamente complessa da una diagnosi di placenta previa centrale con sospetto accretismo placentare, confermati da ecografia e risonanza magnetica.

Questa condizione, tra le più insidiose in ambito ostetrico, impone il ricorso al taglio cesareo e comporta un elevatissimo rischio di emorragia massiva e di asportazione dell’utero. Ma l’équipe di professionisti dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, diretta da Mario Ardovino, ha deciso di non limitarsi alla routine, adottando una tecnica avanzata, praticata solo in pochi centri in Italia.

Grazie alla preziosa collaborazione del team di Radiologia Interventistica e con la presenza al tavolo operatorio dal Direttore dell’Unità operativa di Radiologia, Giulio Lombardi, è stato eseguito un taglio cesareo a 36 settimane, associato all’occlusione temporanea delle arterie ipogastriche mediante catetere a palloncino. Un intervento reso possibile anche dal contributo fondamentale degli anestesisti, che hanno gestito con grande professionalità una situazione ad altissima complessità, e dal costante supporto della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, diretta da Sabino Moschella.

«Questa metodica – racconta il primario Ardovino – richiede attrezzature all’avanguardia e competenze multidisciplinari ed è stata portata a termine con successo grazie alla sinergia tra équipe giovani, dinamiche e altamente qualificate. Radiologia Interventistica e Ginecologia hanno saputo coniugare entusiasmo, innovazione e rigore clinico, offrendo alla paziente il miglior trattamento possibile: questa donna, oggi, può guardare al futuro con la speranza di una nuova maternità, senza aver perso la propria fertilità». La mamma sta bene, e il piccolo è nato senza alcuna complicazione.  Entrambi si trovano ancora ricoverati alla Città ospedaliera, ma sono ormai prossimi a tornare a casa. «Questo caso – evidenzia il Direttore generale, Germano Perito – rappresenta non solo un successo clinico, ma anche un esempio concreto di come, all’Azienda Ospedaliera Moscati, si affrontino con determinazione e competenza anche le sfide più complesse. Un lavoro di squadra che trasforma la medicina in possibilità».

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