Biogen ha annunciato che “The Journal of Clinical Investigation” ha pubblicato i dati ad interim dello studio RESPOND, che riportano miglioramenti della funzione motoria nella quasi totalità dei partecipanti trattati con nusinersen dopo aver ricevuto la terapia genica onasemnogene abeparvovec.
RESPOND è uno studio di Fase 4, in aperto, dalla durata di due anni, che valuta la sommnistrazione di nusinersen in neonati e bambini piccolicon SMA che presentavano uno stato clinico subottimale dopo il trattamento con onasemnogene abeparvovec, secondo la valutazione degli sperimentatori.
I partecipanti hanno ricevuto 12 mg di nusinersen per via intratecale, somministrati come quattro dosi di carico nei giorni 1, 15, 29 e 64, seguiti da una dose di mantenimento ogni quattro mesi. L’età mediana alla prima dose era di 9,1 mesi per pazienti con 2 copie di SMN2 e di 34,2 mesi per pazienti con 3 copie di SMN2. Secondo gli sperimentatori, quasi tutti i bambini presentavano una funzione motoria subottimale al basale, spesso in più domini. Erano inoltre evidenti segni oggettivi di neurodegenerazione attiva, con livelli elevati di neurofilamenti e da una marcata denervazione rispetto ai valori riportati in bambini sani.
Gli autori segnalano alcune limitazioni dello studio, tra cui l’impossibilità di attribuire direttamente i miglioramenti al trattamento con nusinersen, poiché tutti i partecipanti avevano già ricevuto la terapia genica e RESPOND non è stato progettato come studio comparativo. Inoltre, la definizione di “stato clinico subottimale” si basa su valutazioni soggettive degli sperimentatori.
A oltre nove mesi di follow-up, i principali risultati ad interim di RESPOND includono: in quasi tutti i partecipanti, misurati tramite Hammersmith Infant Neurological Examination – Sezione 2, oppureChildren’s Hospital of Philadelphia Infant Test of Neuromuscular Disorders; 52% dei bambini che all’ingresso nello studio non erano in grado di sedersi senza supporto ha acquisito tale capacità nel corso dello studio; livelli di neurofilamenti: la maggior parte dei partecipanti mostrava livelli elevati al basale, coerenti con neurodegenerazione attiva. Dopo l’inizio del trattamento con nusinersen, quasi tutti i partecipanti hanno mostrato un rapido declino dei livelli di NfL, seguito da una relativa stabilizzazione.
Per quanto riguarda il profilo di sicurezza, l’80% dei partecipanti ha riportato almeno un evento avverso, per lo più di entità lieve-moderata. Il 37% ha riportato eventi avversi gravi, tutti risolti; tutti i partecipanti hanno continuato il trattamento. È stato riportato un decesso per arresto respiratorio, ritenuto non correlato a nusinersen. Gli AE più comuni: infezioni delle vie respiratorie superiori, febbre, polmonite, infezioni virali delle alte vie respiratorie, vomito.


