Atleticom We Run Rome’19: sperimentata la t-shirt al grafene per misurare respirazione e passo degli atleti

Grazie a una maglietta intelligente ad altissimo contenuto tecnologico la Atleticom We Run Rome diventa un laboratorio a cielo aperto. Per tutta la durata della manifestazione podistica che chiude a Roma il 2019, tre atleti indosseranno altrettanti prototipi di maglietta sensorizzata attraverso i quali sarà possibile controllare l’andamento del loro respiro e la cadenza del passo monitorando i movimenti della gabbia toracica e raccogliendoli in tempo reale tramite un sistema di raccolta ed elaborazione dei dati.
La ricerca scientifica approda così all’interno di un evento sportivo con l’obiettivo di fornire agli atleti informazioni sulla prestazione e agli scienziati di implementare un sistema, attualmente in corso di perfezionamento, per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Grazie alla collaborazione tra Inail, Unità di Ricerca di Misure e Strumentazione Biomedica e NEXT lab dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, insieme al Dipartimento di Ingegneria Astronautica Elettrica ed Energetica della Sapienza che coordina il progetto, “Sense-Risc” si propone di riunire per la prima volta in un singolo sistema indossabile numerosi sensori, così da rendere possibile un’analisi multiparametrica in grado di valutare la condizione sia del lavoratore sia dello sportivo. L’obiettivo ultimo è essere allertati in tempo reale quando ci si trovi in una condizione fisica che espone al rischio di infortunio.
Un’occasione unica per i tre atleti, che per primi hanno risposto volontariamente alla chiamata degli organizzatori, per conoscere meglio la loro condizione fisica, così come per i ricercatori delle tre istituzioni coinvolte che potranno testare i loro sensori fuori dai laboratori in uno scenario particolarmente sfidante come quello urbano della corsa, caratterizzato da condizioni complesse, paragonabili a quelle degli ambienti lavorativi come uffici e stabilimenti.
Nella maglietta indossata dai tre atleti partecipanti alla WRR’19 la sensoristica è stata integrata dai ricercatori della Sapienza guidati dalla professoressa Maria Sabrina Sarto con sofisticate tecniche di deposizione in uno strato sensibile costituito da nanomateriali a base di grafene che permetterà di rilevare nel corso della gara la frequenza respiratoria e quella del passo. I ricercatori del Campus Bio-Medico, coordinati dal professor Emiliano Schena, hanno curato l’elettronica capace di elaborare il segnale trasmesso dai sensori e gli algoritmi che permettono di calcolare i due parametri dell’atleta lungo l’intero percorso della gara. Il progetto, della durata di due anni è partito nel 2019 e punta a realizzare nel 2021 un sistema utilizzabile nei luoghi di lavoro.
“Il nostro coinvolgimento in questo progetto – sottolinea il presidente dell’Inail, Franco Bettoni – è frutto della consapevolezza che la ricerca gioca un ruolo strategico non solo per la riabilitazione e il reinserimento sociale dei nostri assistiti, ma anche per realizzare la nostra missione istituzionale di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Lo sviluppo di soluzioni ad alto tasso tecnologico come quella che sarà testata nel corso della manifestazione del 31 dicembre, in grado di rilevare situazioni di pericolo in tempo reale in modo da consentire di adottare subito le adeguate contromisure, può infatti incidere significativamente sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro”.

“Assieme ai colleghi del gruppo di Misure e strumentazione biomedica del Campus Bio-Medico abbiamo sviluppato un sistema di acquisizione e un sofisticato algoritmo che consente di stimare la frequenza respiratoria a partire da segnali integrati in una maglietta “intelligente” – spiega il professor Emiliano Schena – Il sistema consente inoltre di mettere in relazione l’attività respiratoria con l’andatura tenuta dall’atleta durante l’intero percorso della We Run Rome. Siamo molto contenti di poter effettuare i nostri esperimenti in questo contesto così sfidante come una corsa di dieci chilometri nel cuore di Roma e crediamo che apparati come le maglie intelligenti potranno diventare strumenti di uso quotidiano per sportivi, pazienti e lavoratori in grado di supportare e migliorare la loro vita di ogni giorno”.

“Il progetto Sense Risc – spiega la professoressa Maria Sabrina Sarto – risponde ad una sfida importante: quella di sviluppare una maglietta intelligente ad elevata indossabilità e confort, a costi contenuti, che rilevi l’esposizione al rischio del lavoratore, combinando fattori fisiologici e fattori ambientali caratteristici dello specifico ambito lavorativo. Il tutto monitorato attraverso un sistema IoT e controllabile via smartwatch. La tecnica di sensing sviluppata dal gruppo di ricerca nanotecnologie e compatibilità elettromagnetica di Sapienza si basa sulla realizzazione di un tessuto tecnico innovativo, funzionalizzato con nanomateriali contenenti grafene, lavabile, ad elevata indossabilità e sensibilità. La tecnologia è disponibile e a basso costo”.

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