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Apnee notturne: un “pacemaker” impiantabile per curarle

Stimolare il nervo che controlla il movimento della lingua e dei principali muscoli coinvolti nella respirazione per mantenere aperte le vie respiratorie durante il sonno ed evitare episodi di apnea. È tra le nuove frontiere terapeutiche introdotte dal Policlinico Universitario Campus Bio-Medico per i pazienti con sindrome delle apnee notturne che, secondo i dati epidemiologici, colpisce in Italia ben 24 milioni di persone di età compresa tra 15 e 74 anni, di cui circa 12 milioni di affetti da patologia di livello moderato-grave.

“Esistono diversi dispositivi di stimolazione del nervo ipoglosso che danno ottimi risultati e che presto introdurremo – spiega il prof. Manuele Casale, Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Terapie Integrate in Otorinolaringoiatria della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico – Tra questi un sistema di stimolazione unilaterale, già disponibile in USA e in alcuni Paesi europei, che viene impiantato con intervento in anestesia generale con l’ausilio di tre piccole incisioni sul collo e sul torace e un nuovo dispositivo bilaterale, quindi potenzialmente più efficace, che non necessita di batteria ed è posizionato sul collo, sotto il mento, mediante una sola incisione”.

La stimolazione del nervo “motore” della lingua è stata presentata tra le novità chirurgiche per il trattamento delle apnee notturne al “4th Course on surgical innovation and new technologies in obstructice sleep and snoring in the era of precision medicine”, promosso dall’Unità di Terapie Integrate in Otorinolaringoiatria il 5-6 maggio e a cui hanno partecipato in presenza 200 esperti tra otorini, maxillo-facciali, dentisti, pneumologi, neurologici, riabilitatori, provenienti da più di 30 Paesi e oltre 100 collegati online da tutto il mondo.

Sul trattamento delle apnee ostruttive del sonno il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico è già leader internazionale nella faringoplastica con file barbed, una sorta di lifting faringo-palatale realizzato con fili barbuti invisibili e riassorbili che contrasta il collasso orofaringeo e le vibrazioni notturne del palato, e nelle tecniche di chirurgia mininvasiva per il naso chiuso che si esegue nel paziente sveglio senza ricovero ospedaliero.

Sul fronte della diagnosi, presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico si esegue da anni la Sleep Endoscopy, un esame endoscopico delle alte vie respiratorie della durata di pochi minuti, utile individuare i siti di ostruzione responsabili delle apnee notturne e le aree di massima vibrazione tissutale alla base del russamento. È disponibile il polisonnigrafo “usa e getta” che permette al paziente di monitorarsi a casa in totale sicurezza. Infine, è in arrivo un nuovo dispositivo domiciliare indossabile che permette in pochi minuti di estrarre paramenti diagnostici analizzando con algoritmi brevettati i suoni generati dal respiro e dal ritmo cardiaco, opportunamente registrati attraverso un sensore posto alla base del collo del paziente.

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