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Inizieranno all’Ospedale Maggiore di Parma le prime somministrazioni per sperimentare l’efficacia terapeutica di  un nuovo tipo di anticorpi monoclonali.

Dopo la conclusione della prima fase clinica svolta allo Spallanzani di Roma e al Centro delle ricerche cliniche di Verona, che ha studiato la tollerabilità dell’anticorpo, lo studio sull’impiego del monoclonale MAD0004J08, per il trattamento precoce della malattia in pazienti asintomatici o con sintomi lievi entra nelle fasi due e tre di sperimentazione.

A coordinare lo studio per Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma il prof. Carlo Ferrari e la dott. Alessandra Orlandini, del reparto di Malattie Infettive ed Epatologia.

Gli anticorpi monoclonali, approvati dalle autorità regolatorie contro il Covid, sono farmaci che servono per curare infezioni recenti, fornendo al paziente anticorpi pronti ad agire contro il virus, potenziando quindi l’effetto protettivo delle risposte immunitarie indotte dall’infezione.

“Lo studio – spiega Alessandra Orlandini – valuterà l’efficacia anti-virale del nuovo anticorpo monoclonale, definendone il dosaggio. Il MAD0004J08 è infatti un potente anticorpo che ha come target la proteina spike di SARS-CoV-2. L’obiettivo è quello di neutralizzare il virus, bloccando l’infezione delle cellule del polmone, prevenendo quindi l’evoluzione verso forme severe di malattia. Inoltre questo nuovo anticorpo ci permette una somministrazione più pratica essendo intramuscolare, anziché endovenosa”.

Potranno aderire allo studio i pazienti che hanno raggiunto la maggiore età con diagnosi di COVID-19 recente, al massimo entro 3 giorni dal primo tampone positivo, che siano asintomatici oppure con sintomi lievi, tali da non richiedere il ricovero in Ospedale.

“Grazie ad una azione coordinata con Azienda Usl – precisa Carlo Ferrari – verrà consegnato un foglio informativo sullo studio e un modulo di consenso al contatto telefonico a ciascuna persona che si recherà nei principali centri di esecuzione dei tamponi di Parma e provincia. Le persone che risulteranno positive e si renderanno disponibili  verranno contattate dal nostro personale  per un eventuale e successivo appuntamento. In questo studio è infatti fondamentale eseguire la terapia a ridosso dalla conferma di positività. Ringrazio fina da ora –  conclude Ferrari – Azienda Usl e i Medici di medicina generale per la grande collaborazione a supporto dello studio”.

I volontari eseguiranno il trattamento nell’area covid del Pronto soccorso del Maggiore, grazie alla preziosa collaborazione del personale infermieristico del reparto.

Complessivamente sono 14 i centri coinvolti su tutto il territorio nazionale, con un obiettivo di reclutamento di 800 pazienti per questa fase di sperimentazione dell’anticorpo monoclonale prodotto dal team di ricerca della Fondazione Toscana Life Sciences, coordinato da Rino Rappuoli.

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