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Si parla tanto, anche troppo, di alimentazione e nutrizione. E gli italiani ne risentono a livello non solo psicologico ma anche fisico.

Basti pensare che il termine “alimentazione” compare attualmente 65 milioni di volte nelle ricerche su Google mentre “nutrizione” circa 26,5 milioni di volte. Ben 632.000 utenti si sono rivolti al motore più famoso per cercare online notizie e consigli sulla “sana alimentazione” e la parola “dieta” ha oltre 180 milioni di risultati. Un eccesso di informazione, spesso peraltro non corretta, che genera tensione e sensi di colpa con conseguenze, anche importanti, sull’intestino e sulle patologie ad esso collegate.

“Gli italiani sono stressati dalla troppa informazione che circola, fuori e dentro il web, su alimentazione, nutrizione e dieta” – conferma il Prof. Gian Marco Giorgetti, Direttore dell’UOSD Transmurale Nutrizione Clinica ASL Roma 2 Ospedale Sant’Eugenio, specialista in allergologia e immunologia, gastroenterologia e medicina interna. “E, considerando lo strettissimo legame che c’è tra intestino e cervello, questo comporta inevitabilmente delle ripercussioni fisiche. Non a caso sempre più persone soffrono di sindrome del colon irritabile, di disbiosi e di altre patologie funzionali intestinali riconducibili anche allo stress”.

Secondo recenti studi, il gonfiore addominale è un problema che colpisce dal 10% al 30% della popolazione dei paesi occidentali, circa il 12% degli italiani soffre di diarrea, più gli uomini delle donne e quasi il 20% di stipsi e costipazione, in questo caso più le donne che cercano e usano varie soluzioni per prevenire e trattare la patologia.

“La maggior parte della gente che soffre di gonfiore addominale” – spiega il Prof. Giorgetti – “pensa di risolvere il disagio sottoponendosi a diete drastiche che possono invece portare a spiacevoli e gravi sindromi carenziali. Non è togliendo tutto e non mangiando più niente che si risolvono i problemi, al contrario se ne creano altri”.

Proprio per diffondere la “cultura dell’intestino” è nata la campagna “Flora&Friends” di OptiFibre, il brand di prodotti di origine naturale di Nestlé Health Science, che attraverso i suoi canali social si propone di fornire soluzioni e consigli appropriati per prevenire e risolvere i principali problemi degli italiani in questo ambito.

Sfatando anche i falsi miti e le fake news che circolano sul mangiar sano e sui principi della corretta alimentazione e migliorando la situazione già difficile che la pandemia e il lockdown hanno contribuito a peggiorare.

“Lo smart working è stato deleterio per gli italiani” – precisa il Prof. Giorgetti – “che, anche per il nervosismo, si sono abituati a mangiare in continuazione, spesso modificando le proprie abitudini alimentari e aumentando di peso. Adesso che la situazione sta pian piano tornando alla normalità, bisogna riallinearci sui sani principi della dieta mediterranea che resta sempre il piano alimentare più idoneo e salutare per il nostro organismo”.

“In presenza di disturbi o patologie” – conclude il Prof. Giorgetti – “su indicazione del professionista che deve preliminarmente diagnosticare la situazione e individuare il motivo che ha generato quel determinato sintomo, può essere utile assumere dei prebiotici, meglio se in fibre solubili che vengono digerite più facilmente dai nostri enzimi. Un valido aiuto, come dimostrano recenti evidenze scientifiche, arriva ad esempio dalla Gomma di Guar Parzialmente Idrolizzata che è una fibra alimentare di origine vegetale, 100% naturale, conosciuta più comunemente come fibra di guar. Il consumo di questa fibra modifica la composizione della popolazione batterica intestinale grazie al suo effetto prebiotico, favorendo l’equilibrio del microbiota che è uno degli elementi fondamentali di tutto l’ecosistema dell’intestino. La disbiosi intestinale è una condizione di squilibrio microbico causata da una crescita eccessiva di batteri  “cattivi” all’interno dell’intestino che ne provocano l’irritazione e la fibra di guar agisce in modo naturale migliorandone la regolarità”.

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