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A Torino arriva il congresso sul robot Single Port

Torino torna al centro della scena urologica internazionale con un appuntamento che parla di futuro, tecnologia e di qualità di vita dei pazienti. Il 19 e 20 febbraio 2026 la Clinica Urologica dell’Ospedale Molinette ospiterà il 2° Single Port Working Group Meeting, dedicato alla chirurgia con il sistema da Vinci Single Port: un robot che consente di operare attraverso un’unica piccola incisione, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente l’invasività rispetto alla chirurgia robotica “multiport”.

All’inaugurazione sarà presente la Prof Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT, che ha finanziato la tecnologia alla Clinica Urologica un anno e mezzo fa.

Negli ultimi anni, campagne di sensibilizzazione come “Un Baffo per la Ricerca” hanno avuto un effetto concreto: parlare di prevenzione aiuta gli uomini a farsi controllare prima, intercettando i tumori in fase precoce, quando sono più curabili. In particolare, per il tumore della prostata, la diagnosi precoce può fare la differenza: più possibilità di guarigione, terapie meno aggressive, minore impatto sulla vita quotidiana.

E qui entra in gioco la tecnologia: la chirurgia robotica Single Port punta a un passo ulteriore verso l'”ultra-mininvasività”, perché l’accesso avviene attraverso una singola via di ingresso e permette manovre chirurgiche in spazi anatomici complessi, con l’idea di preservare meglio strutture delicate e favorire un recupero più rapido. Un tema particolarmente sentito nei pazienti più giovani e in età lavorativa, per i quali tornare presto alla normalità non è un dettaglio: è parte della cura.

Il congresso nasce con un’ambizione chiara: mettere attorno allo stesso tavolo alcuni tra i migliori urologi italiani e chirurghi internazionali per discutere non solo delle caratteristiche della piattaforma SP, ma soprattutto in quali interventi può davvero cambiare la pratica clinica. Perché i benefici teorici devono tradursi in vantaggi reali per i pazienti. E il programma torinese è costruito proprio per questo: confronto, casi complessi, discussione sulle indicazioni corrette e la curva di apprendimento per usare al meglio una tecnologia nuova.

Il cuore dell’evento sarà la chirurgia “sul campo”, con interventi in live surgery e semi-live dedicate soprattutto alla chirurgia oncologica prostatica e renale. In programma, tra le altre, una prostatectomia radicale SP e una nefrectomia parziale SP per i tumori del rene, cioè l’intervento che rimuove il tumore cercando di salvare il più possibile il rene sano. Per chi non è del settore, il concetto è semplice: non è solo “togliere un tumore”, ma farlo con la massima precisione, cercando di proteggere funzioni che contano nella vita di tutti i giorni – continenza, sessualità, energia, ritorno al lavoro.

Uno dei punti più interessanti del meeting è che non si fermerà al cancro. Il Single Port sta creando nuove possibilità anche nella chirurgia ricostruttiva urologica, che si occupa di “riparare” e ricostruire: in programma sessioni su pieloplastica e ureteroplastica, e su procedure complesse legate alla derivazione urinaria.

Interventi che fino a pochi anni fa richiedevano incisioni più ampie e recuperi più lunghi oggi possono essere ripensati in chiave mini-invasiva. È un cambio di prospettiva che può avere un impatto enorme sulla degenza, sul dolore post-operatorio e sulla ripresa.

Il congresso avrà anche un taglio multidisciplinare: sessioni dedicate metteranno a confronto l’esperienza SP in urologia con quella in chirurgia generale con la presenza del Prof Mario Morino e ginecologia, per capire dove il Single Port può avere un ruolo distintivo rispetto alle piattaforme robotiche già disponibili.

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