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Dalla pelle di merluzzo una nuova frontiera per la rigenerazione dei tessuti umani

Negli ultimi mesi la tecnologia rigenerativa sviluppata da Kerecis è stata oggetto di particolare attenzione per il suo impiego in alcuni dei centri in cui sono stati ricoverati i pazienti di Crans-Montana.

Kerecis, azienda oggi parte di Coloplast rappresenta un riferimento internazionale nella produzione di sostituti dermici di derivazione ittica certificati con Marchio CE. L’acquisizione da parte del gruppo ha rafforzato in modo significativo il presidio strategico nell’area wound care avanzata, ampliando l’offerta di soluzioni rigenerative per la gestione delle lesioni complesse.

Il valore clinico e operativo della tecnologia Kerecis è emerso con particolare evidenza in occasione della tragedia di Crans-Montana. In un contesto segnato da tempistiche estremamente critiche, l’impiego dei dispositivi rigenerativi a base di matrice ittica ha consentito ai team clinici di intervenire con tempestività, integrando la soluzione nei percorsi terapeutici personalizzati dei pazienti ustionati.

Nei casi più complessi, dove è stato necessario proteggere e preparare strutture profonde come tendini o superfici ossee esposte, la tecnologia Kerecis si è rivelata uno strumento fondamentale nel percorso ricostruttivo. Il dispositivo agisce come una matrice biologica capace di favorire la rigenerazione degli strati dermo-epidermici e di creare una base stabile per le successive procedure chirurgiche. Non sostituisce la cute definitiva, ma prepara il tessuto alla ricostruzione, ottimizzando le condizioni del letto della ferita e contribuendo a migliorare l’efficacia complessiva dell’intervento clinico.

Il dispositivo utilizzato, Kerecis Omega3 Wound, è, per l’esattezza, un sostituto dermico liofilizzato, ottenuto da pelle di merluzzo atlantico pescato in modo sostenibile nelle acque islandesi. La sua origine ittica rappresenta un elemento distintivo sotto il profilo biologico e culturale. La struttura della pelle di pesce è naturalmente simile a quella umana e presenta un rischio di rigetto estremamente ridotto, con elevati livelli di biocompatibilità. Inoltre, rispetto ai sostituti dermici di derivazione suina, bovina o ovina, costituisce una soluzione inclusiva, compatibile con diverse tradizioni religiose e sensibilità culturali. L’intero processo produttivo si inserisce, inoltre, in una logica di sostenibilità ambientale ed economia circolare, dalla selezione responsabile delle materie prime ai metodi di lavorazione a basso impatto.

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