HomeNewsRicerca e universitàEndometriosi: la causa...

Endometriosi: la causa potrebbe essere nel microbioma

L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che colpisce oltre tre milioni di donne in Italia, a cui si aggiungono molti altri casi difficili da diagnosticare a causa della varietà di sintomi che caratterizzano questa patologia, come forti dolori pelvici e intestinali, dismenorrea, infertilità e depressione. La diagnosi precoce è complicata dalla mancanza di biomarcatori specifici e le terapie attuali alleviano i sintomi ma non curano la malattia.

Migliorare la diagnosi e il trattamento dell’endometriosi è l’obiettivo di UNSEEN The invisible disorder: Unraveling the role of human microbiomes in endometriosis, il progetto coordinato da Federica D’Amico assegnista di ricerca del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Alma Mater, e finanziato con 1,3 milioni di euro dal bando FIS 3 – Starting Grant.

Secondo alcuni studi lo sviluppo dell’endometriosi è legato a un’infiammazione cronica estrogeno-dipendente, che provoca la crescita anomala di tessuto simile all’endometrio al di fuori dell’utero. Evidenze recenti suggeriscono che il microbioma umano, compreso quello vaginale e intestinale, possa svolgere un ruolo significativo nella salute riproduttiva femminile e influenzare l’insorgenza e la progressione della malattia. Alcuni di questi microrganismi sono infatti coinvolti in processi pro-infiammatori e nell’equilibrio ormonale dell’ospite attraverso il metabolismo degli estrogeni, una delle cause scatenanti della patologia. Tuttavia, la ricerca sul microbioma nell’endometriosi è ancora limitata e si basa in larga parte su modelli animali, rendendo necessari studi clinici approfonditi.

UNSEEN è uno studio osservazionale multiomico, condotto in collaborazione con l’unità di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana, che mira a identificare potenziali biomarcatori in donne con diversi stadi di endometriosi, analizzando microbiota vaginale e intestinale e microRNA dell’ospite. L’approccio multiomico combina diverse discipline della biologia molecolare per ottenere una visione più completa dei meccanismi biologici coinvolti.

Nello specifico lo studio si propone di: caratterizzare la composizione e la funzionalità del microbioma prima e dopo l’intervento chirurgico mediante sequenziamento 16S rRNA, metagenomica shotgun e metabolomica; analizzare i microRNA dell’ospite per identificare i pathway cellulari coinvolti nella malattia; studiare in vitro il ruolo patogenetico del microbioma vaginale e/o intestinale sviluppando un nuovo modello 3D che simula il tessuto endometriale; fornire un elenco di biomarcatori attraverso un’analisi multiomica di machine learning validata in una coorte di pazienti a rischio; sviluppare un approccio diagnostico non invasivo e rapido, basato su tali biomarcatori mediante la tecnica di m-ddPCR.

Grazie a UNSEEN sarà possibile facilitare la diagnosi precoce e migliorare la gestione delle pazienti, aprendo la strada a trattamenti innovativi basati sul microbiota in grado di ridurre infiammazione e livelli di estrogeni, con l’obiettivo finale di garantire una migliore qualità della vita alle donne colpite da endometriosi.

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Aperti a Lanciano i nuovi reparti Utic e Cardiologia

Sono bastati solo otto mesi per concretizzare l’impegno assunto da Mauro Palmieri alla sua prima visita all’ospedale di Lanciano nel ruolo di neo direttore generale della Asl: restituire decoro, subito, a Cardiologia, sacrificata in spazi inadeguati, e Utic, accorpata...

Al CAPiR di Catania arriva l’acceleratore Flash per la ricerca oncologica

L’Università degli Studi di Catania e i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare annunciano il completamento dell’installazione e del collaudo di un acceleratore lineare per Electron FLASH Therapy presso il Center for Advanced Preclinical in...

Lo studio di fase III su Survodutide mostra una riduzione mirata del grasso viscerale e del grasso epatico

Boehringer Ingelheim ha annunciato risultati positivi provenienti da due studi globali di Fase III sul proprio agonista duale glucagone/GLP-1 survodutide: SYNCHRONIZE-1 e SYNCHRONIZE-MASLD. I risultati dimostrano il potenziale di survodutide nel favorire la perdita di peso e, di conseguenza,...