I robot sociali di Predict per i Disturbi dello Spettro Autistico

Predict S.p.A. comunica di essersi aggiudicata la procedura negoziata per la fornitura di una piattaforma di intelligenza artificiale e di 3 robot di differenti tipologie “Aphel” all’Università degli Studi dell’Aquila.

La fornitura rientra nel progetto LiberAUT, parte del PNRR a cascata dell’ecosistema Tuscany Health Ecosystem. L’obiettivo del progetto universitario è verificare se questi strumenti possano superare i limiti degli interventi tradizionali e favorire una maggiore collaborazione da parte dei pazienti con Disturbi dello Spettro Autistico.

Il valore complessivo della fornitura è pari a 238.990 euro; la stessa verrà espletata entro il mese di ottobre.

“Il nostro obiettivo è mettere la tecnologia al servizio dei professionisti, migliorando il loro lavoro e generando un impatto positivo sulle persone. Partecipare a questo progetto e collaborare con un centro di eccellenza come l’Università degli Studi dell’Aquila ci offre l’opportunità di applicare le nostre soluzioni in un ambito a cui siamo particolarmente sensibili, contribuendo a innovare e ad affiancare nuove tecniche di supporto agli approcci tradizionali. Investire in ricerca applicata è parte integrante della nostra visione e strategia: significa creare valore, non solo sociale, ma anche industriale, ponendo le basi per modelli sostenibili e scalabili nel tempo”, ha dichiarato Monica Carella, Sales Manager della Strategic Business Unit Digital Healthcare di Predict.

Aphel è la piattaforma robotica avanzata di Predict che migliora l’efficienza dei centri medici automatizzando l’accoglienza, l’accompagnamento e la raccolta delle informazioni sui pazienti. Tale piattaforma consentirà all’Università degli Studi dell’Aquila di implementare in maniera semplice specifici applicativi su robot sociali e di testarne l’efficacia nell’ambito di interventi riabilitativi personalizzati rivolti ad adolescenti e giovani adulti con diagnosi di ASD.

La piattaforma permette agli operatori che la utilizzano di personalizzare l’interazione con i pazienti configurando frasi, immagini, video, emoticon, gesture e tipo di voce utilizzati dal robot durante le sessioni. Consente, inoltre, di costruire dialoghi ramificati, offrendo al paziente diverse opzioni di risposta e favorendo una comunicazione più dinamica e coinvolgente.

La piattaforma integra anche tecnologie conversazionali basate su modelli linguistici di grandi dimensioni, che permettono di attivare sessioni interattive con il robot, parametrabili con ruoli e comportamenti specifici per le finalità cliniche previste nell’ambito ASD, aumentando la l’efficacia della comunicazione in ambito clinico.

La sua elevata innovazione può offrire l’opportunità di compiere un passo significativo nella ricerca sull’efficacia dell’uso dei social robot come strumenti di supporto alla somministrazione di interventi per le persone con ASD.

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