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Fibromi uterini: quando i sintomi limitano la vita sociale delle donne

Più di 7 donne su 10 hanno rinunciato a viaggi e vacanze, attività di svago e momenti conviviali a causa dei disturbi legati ai fibromi uterini. 6 donne su 10 hanno modificato il loro abbigliamento per sentirsi più sicure e a loro agio, in presenza di sanguinamenti abbondanti. Quasi 7 donne su 10 ritengono di essere poco o per nulla supportate nella gestione dei disagi legati ai fibromi. Oltre 3 donne su 10 hanno declinato riunioni, appuntamenti ed eventi di lavoro, con un impatto sulla produttività, per via dei sintomi. Per 6 donne su 10 i fibromi uterini hanno un effetto severo se non addirittura molto negativo sulla qualità di vita, con focus particolare sulla sfera sociale.

È quanto emerge da una recente survey promossa da Theramex Italia, in collaborazione con il portale di informazione VediamociChiara, con l’obiettivo di dare voce all’esperienza spesso invisibile dei fibromi uterini e dei sintomi correlati, attraverso la raccolta di esperienze autentiche e vissuti personali da tutta Italia.

Sono oltre 1893 le donne che hanno risposto all’indagine, di cui l’89% di età compresa tra i 30 e i 50 anni, e di cui il 66% costituito da lavoratrici.

I fibromi uterini sono una condizione ginecologica troppo spesso sottovalutata, ma per molte donne rappresentano un ostacolo concreto alla qualità della vita, limitando la libertà di movimento e influenzando negativamente le relazioni sociali e il benessere quotidiano. Dalle risposte emerge una storia condivisa: molte donne convivono con sintomi invalidanti – tra cui sanguinamenti intensi, dolore pelvico, disagi nella sfera sessuale e lavorativa – senza disporre di informazioni sufficienti, con percorsi terapeutici non sempre mirati e personalizzati.

Antonio Maiorana, direttore UOC di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale Civico di Palermo, dichiara: “I fibromi uterini possono compromettere profondamente il benessere quotidiano delle donne, influenzando non solo la salute fisica – con sintomi sistemici come anemia e infertilità – ma anche l’equilibrio emotivo e la vita sociale. Sanguinamenti abbondanti, dolore pelvico e disturbi urinari o intestinali possono limitare la libertà di movimento, generare imbarazzo e portare a rinunce importanti. Spesso questi disagi vengono sottovalutati, nonostante il loro impatto sia reale e tangibile: è importante portare alla luce questi vissuti per diffondere informazione e consapevolezza rispetto alle opzioni terapeutiche esistenti, che possono essere personalizzate in base alla storia clinica di ciascuna paziente”.

L’indagine, svolta nelle prime due settimane di luglio, ha voluto esplorare in particolare l’impatto dei sintomi sulla vita sociale delle donne: dalla rinuncia a eventi e viaggi, alla necessità di modificare l’abbigliamento per sentirsi più sicure, fino al disagio nei contesti lavorativi o relazionali.

Antonella Mercurio, ginecologa e dirigente medico UOC di ginecologia e ostetricia, e responsabile Ambulatorio Miomi e Adenomiosi (AMA) dell’ARNAS CIVICO di Palermo, aggiunge: “Il fibroma uterino è una patologia dal forte impatto emotivo, che tocca la sfera più intima della donna. Non si tratta solo di dolore fisico, ma di un vissuto che può minare l’autostima, la socialità e la progettualità personale. Ascoltare le pazienti è il primo passo per costruire percorsi di cura più efficaci. Questa survey ci aiuta a comprendere meglio i bisogni reali delle donne e a promuovere una maggiore consapevolezza, anche tra i professionisti sanitari”.

I risultati della survey contribuiscono a orientare nuove iniziative di sensibilizzazione e formazione, con l’obiettivo di rompere il silenzio che ancora circonda questa patologia, nonché a restituire alle donne il diritto a una vita piena, libera e consapevole.

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