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Telemedicina: il 73% dei Professionisti Sanitari vuole integrarla nella pratica clinica

Negli ultimi anni, la Telemedicina si è affermata come una delle innovazioni più promettenti per il settore sanitario. Grazie all’uso della tecnologia infatti, medici, infermieri e altri operatori sanitari possono migliorare l’efficienza del loro lavoro, ottimizzare il tempo e garantire un’assistenza più accessibile e tempestiva ai pazienti. 

Ma qual è la reale percezione di questa tecnologia tra i Professionisti Sanitari? 

Per rispondere a questa domanda, Consulcesi Club ha condotto un’indagine tra i partecipanti del webinar Telemedicina: le opportunità per i Professionisti Sanitari, raccogliendo dati e opinioni direttamente da chi opera sul campo. I risultati, raccolti in un Whitepaper dal titolo “Telemedicina: cosa pensano i Professionisti Sanitari?, evidenziano un interesse crescente, ma anche criticità ancora da superare. 

L’analisi sulla Telemedicina mostra che il 55% dei professionisti sanitari non ha mai utilizzato strumenti di Telemedicina, mentre il 45% l’ha sperimentata almeno occasionalmente. 

Quali strumenti vengono usati maggiormente? Secondo l’indagine, al primo posto lo strumento più utilizzato è la refertazione e la condivisione di esami a distanza, seguito in seconda posizione dalle televisite con i pazienti. Al terzo gradino del podio si collocano le prescrizioni elettroniche e il teleconsulto tra colleghi, mentre subito sotto al podio, in quarta posizione, il telemonitoraggio dei parametri vitali. 

Questi dati suggeriscono che, sebbene la Telemedicina sia già presente in molte realtà, l’adozione di strumenti più avanzati rimane ancora limitata. 

I Professionisti Sanitari riconoscono numerosi benefici legati all’uso della Telemedicina: si va dalla maggiore efficienza e ottimizzazione del tempo, alla riduzione dei tempi di attesa per i pazienti. E ancora: per il 21% del campione, la Telemedicina consente una migliore gestione del follow-up e maggiore accessibilità per i pazienti, soprattutto in aree remote. 

Questi risultati confermano il potenziale della Telemedicina nel rendere l’assistenza sanitaria più accessibile ed efficace. 

Nonostante i vantaggi, i Professionisti Sanitari coinvolti nell’indagine ritengono tuttavia che ci siano ancora ostacoli da superare per una piena integrazione nella pratica clinica: prima di tutto, problemi di connessione e software poco intuitivi, poi limitazioni nella valutazione clinica a distanza. I sanitari riscontrano anche situazioni di resistenza da parte di pazienti e colleghi e lamentano preoccupazioni su sicurezza e privacy dei dati.

Questi ostacoli tecnici evidenziano la necessità di miglioramenti infrastrutturali, oltre a un maggiore supporto formativo per professionisti e pazienti. 

Dall’indagine condotta da Consulcesi Club, emerge che il 73% dei Professionisti Sanitari ritiene che la Telemedicina debba essere maggiormente integrata nella pratica clinica, a patto che sia regolamentata e strutturata in modo chiaro. Per migliorare la sua efficacia, le priorità indicate includono: maggiore formazione per i professionisti sanitari, investimenti in infrastrutture tecnologiche e linee guida più chiare e una regolamentazione più definita. 

Questi interventi potrebbero favorire una maggiore diffusione della Telemedicina e un utilizzo più efficace nella pratica quotidiana. 

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